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Grecia-Ue alla trattativa finale: ecco la proposta che sarà messa sul tavolo da Tsipras

Siamo allo scontro finale, quello che decreterà Grexit o meno. Con la vittoria del “no” al referendum la posizione dell’ex Troika si è irrigidita, anche perché la comunicazione non è stata certo conciliante (i creditori sono stati definiti “terroristi” dall’ex ministro delle Finanze Varoufakis). Ma di cosa parleranno quando si riuniranno nuovamente sul tavolo dei negoziati per cercare un accordo? 

Come riporta l’agenzia Asca Tsipras tornerà al tavolo del negoziato con la richiesta che finora non era stata neanche presa in considerazione dai suoi interlocutori (a parte l’Fmi, che sarebbe favorevole): rendere il debito pubblico greco davvero sostenibile, ristrutturandolo. Come? Trasferendo all’Esm (il Fondo salva-Stati permanente dell’Eurozona) tutti i titoli di Stato greci detenuti oggi dalla Bce (27 miliardi di euro), e allungandone le scadenze dei pagamenti. Se questa proposta sarà accettata, almeno come base di discussione, Tsipras potrà accettare con poche correzioni il programma che la ex Troika aveva proposto il 25 giugno e che il popolo greco ha sonoramente bocciato al referendum di ieri. Nel frattempo, l’Eurozona dovrebbe continuare a prestare ad Atene quanto servirà a coprire i pagamenti dovuti ai creditori (soprattutto all’Fmi) nei prossimi due anni. Dopo, si spera, non ce ne sarà più bisogno.

Oggi intanto la Bce ha spiegato il motivo per cui ha deciso di non aumentare (rispetto agli attuali 89 miliardi) la liquidità di emergenza a favore delle banche greche (praticamente in vita grazie a questa liquidità che sta permettendo ai greci di prelevare i già raziocinati contanti a 60 euro al giorno). L’Ela potrebbe costituire “un aiuto di Stato se non è pienamente garantita da collaterale, a cui vengono applicati appropriati sconti (haircut) in base alla sua qualità e al valore di mercato”. Lo scrive la Bce nel rapporto sulla sua gestione dei rischi finanziari, aggiungendo che all’Ela sono associati anche “rischi legali”.

Intanto, il prossimo passaggio sarà il mandato dell’Eurogruppo alla Commissione e alla Bce affinché forniscano una valutazione della richiesta di un nuovo programma di assistenza per la Grecia. La valutazione potrebbe richiedere solo qualche giorno. Se la Commissione e la Bce considereranno che il nuovo programma è fattibile e giustificato a causa dei rischi per il sistema finanziario dell’Eurozona nel suo insieme o per alcuni paesi membri, partiranno i negoziati con la Grecia. Ma prima dovrà esserci un voto favorevole da parte del Parlamento tedesco, che ha una sorta di diritto di veto sui programmi di assistenza del Fondo salva-Stati Esm. Il «sì» del Bundestag, in altre parole, è necessario prima ancora che Berlino cominci a negoziare. Viste le dichiarazioni delle scorse ore degli esponenti politici tedeschi, anche di quelli socialdemocratici, c’è da aspettarsi che non sarà facile, per Merkel, convincere la sua maggioranza.

  • sinapsi81 |

    L’IMF ha messo nero su bianco la confessione: hanno trattato l’insolvenza della Grecia come una bancarotta preferenziale.

    Nei contratti hanno pure ricaricato i cannoni dismessi della Germania (era Papandreou).

    Il governo greco sono mesi che tenta di affrontare il problema dell’insolvenza per fare in modo che i greci tornino solvibili e si massimizzi il valore attuale di quanto ragionevolmente i contribuenti europei possono rientrare da operazioni fraudolente.

    Purtroppo quello che avviene non è un problema economico, ma politico. E criminale.

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