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La cosa buona e giusta di Tsipras

Salari minimi aumentati, sanità gratis. Riassunzione di dipendenti pubblici licenziati illegalmente. Interruzione del processo di privatizzazione dei big nazionali di energie e infrastrutture. Il programma di Alexis Tsipras, neo-premier della Grecia, è un memorandum della Troika (Ue-Bce-Fmi) rovesciato. Non intendo giudicare in questo post se si tratta di proposte buone o cattive. Al loro giudizio si prestano già differenti approcci ideologici, come il keynesianesimo o il liberismo.

Al di là di questo, vorrei sottolineare un aspetto che credo nessun approccio o pregiudizio di partenza possa contestare. C’è sicuramente, a mio avviso, almeno una cosa buona e giusta che Tsipras sta cercando di fare: far risaltare agli occhi dell’opinione pubblica le colpe dei creditori, finora dipinti prevalentemente come dei santi che hanno prestato tanti soldi a Paesi meno ricchi e dopo che quei Paesi meno ricchi “hanno sprecato” rivogliono giustamente tutti i soldi indietro, e in fretta. Anche se questa restituzione comporti il dissanguamento sociale del Paese in questione.

Si tratta di un falso dipinto. Perché i creditori di cui stiamo parlando non sono santi. Piuttosto, si tratta di Paesi che mettono nettamente al primo posto l’interesse nazionale rispetto al fantomatico “sogno europeo”. La riprova è data dal fatto che questi Paesi (di cui la Germania si attesta numericamente a capofila come documentano ogni mese i saldi Target 2) hanno peccato di moral hazard. Sì, proprio quell’azzardo morale che spesso viene contestato invece ai debitori.

Si ipotizzano in questo post una colpa e dei colpevoli. Qualcuno si starà chiedendo dove è la prova. Eccola qui.

Questa tabella interattiva ripercorre il saldo delle partite correnti dei Pigs (Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna) dal 2000 al 2008, l’anno in cui la miccia dei mutui subprime e del fallimento di Lehman Brothers hanno poi fatto venire a galla gli squilibri presenti nell’Eurozona e nascosti in precedenza. I dati indicano inequivocabilmente che i creditori (Germania in primis che nello stesso periodo viaggiava e viaggia ancora con un surplus delle partite correnti del 7%, violando i parametri europei) prestavano allegramente ai Pigs noncuranti del fatto che la Grecia viaggiava con un saldo delle partite correnti negativo su Pil del 15%, Spagna del 10%, Portogallo del 12% e Irlanda del 6%. Tutti ben al di sopra della soglia del 4% frutto del buon senso, delle convenzioni internazionali e dei parametri sugli squilibri macroeconomici europei introdotti nel 2010.

Tsipras rappresenta gli interessi di un piccolo (in termini nominali) grande (in rapporto al Pil) debito. Ma pur andando a trattare a Bruxelles condizioni migliori per ripagare il debito pubblico ha il merito di sollevare ancora una volta il tema del debito privato che è stato, come ha ricordato la stessa Bce in questo discorso e in questo grafico,

bolladebitoprivato

il problema numero uno della crisi dell’Eurozona. Tsipras contrattando con i creditori (del debito pubblico) sta facendo risaltare all’attenzione pubblica anche il problema del debito privato (+217,5% tra il 1999 e i 2007) emerso a causa di creditori che hanno ignorato il buon senso e la regola del 4%, prestando (in)cautamente potendo beneficiare di tassi di remunerazione più alti che altrove in:

a) assenza di rischio cambio

b) eventuale socializzazione delle perdite con i vari fondi salva-Stati

c) non prestando come benefattori ma per scaricare il surplus e vendere i propri eccessi produttivi

Ecco la cosa buona e giusta che sta facendo Tsipras, ricordare al mondo l’azzardo morale dei creditori.

  • habsb |

    Sono perfettamente d’accordo con lei, e credo che cio’ sia stato capito da tutti, in particolare da Schaüble, e dal governo tedesco che rifiuta nuovi prestiti alla Grecia, finché non vi siano solide garanzie sul rimborso di quelli già fatti.
    Ora sarà interessante vedere come il governo greco pagherà i suoi debiti : cedendo ai cinesi l’altra metà del porto di Atene, o offrendo ai russi delle basi militari nelle Cicladi ?

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