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Ma la Bce comprerà davvero titoli di Stato dell’Eurozona?

Draghi ha aperto all’acquisto di titoli di Stato da parte della Bce dicendo ieri che per contrastare la deflazione nel pacchetto di misure non convenzionali c’è anche l’acquisto di bond governativi. Nel frattempo la Bce ha avviato le seguenti misure

– acquisto di covered bond (circa 10 miliardi da ottobre)

– acquisto di Asset backed securities (dovrebbe essere partito questa settimana ma al momento sono solo rumors)

– prestiti T-Ltro (Targeted long term refinancing operations), ovvero prestiti agevolati alle banche in base a quanto hanno a loro volta hanno prestato all’economia reale. Con la prima tranche (a settembre 2014) la Bce ha immesso 82 miliardi (su 200 offerti). Segnale che al momento questa misura è stata un mezzo flop. Vediamo come andrà l’asta di dicembre con potenziali 318 miliardi offerti dalla Bce ma, stando a come è andata la prima, molti dubitano che le banche europee richiederanno l’intero ammontare.

Manca quindi l’acquisto di titoli di Stato, da molti ritenuto necessario per permettere alla Bce di aumentare gli asset di 1.000 miliardi di euro, riportando il totale in linea con il bilancio 2012, prima che la Bce iniziasse a drenare il denaro immesso attraverso i prestiti Ltro del 2011.

In questo momento, le principali banche centrali del pianeta hanno immesso un quantitativo record di moneta (siamo vicini ai 15mila miliardi di dollari), questo nonostante il drenaggio della Bce. Come si evince da questo grafico (i numeri sono espressi in miliardi di dollari).

Ma la Bce acquisterà davvero titoli di Stato dell’Eurozona? Ricordiamo che stando all’articolo 123 del Trattato sul funzionamento europeo, sono vietati aiuti agli Stati. Ed è a questo articolo che si appella la Germania quando rinforza il veto a un’operazione del genere. Veto che la Bce dovrà in ogni caso superare se intende andare avanti in un’operazione che ieri Draghi ha indicato come possibile tra le armi non convenzionali.

Vediamo cosa ne pensano gli analisti, ovvero quante possibilità ci sono che la Bce nei prossimi mesi adotti un quantitative easing in stile americano, che comprenda cioè anche l’acquisto di titoli di Stato. Una misura che farebbe bene ai mercati azionari ma che non è detto che abbia una ricaduta diretta sull’economia reale che, come da tempo si sostiene anche sulle pagine di questo blog, avrebbe bisogno di una politica fiscale che in questo momento i Trattati europei non consentono di praticare.

Domanda: Quante probabilità % ci sono che la Bce – anche dopo le frasi di ieri di Draghi – acquisti titoli di Stato dell’Eurozona e quando?

Ecco le risposte

L’ammontare di titoli covered e ABS acquistabili dalla BCE non supera i gli 800 mld di Euro (circa250 mld per gli ABS e circa 500 mld per i Covered) e tenendo conto delle scadenze delle aste a lungo termine l’obiettivo di acquisti per 1.000 mld di Euro è irrealistico, senza pensare ad un’estensione ai titoli di Stato. Né si registrano significativi segnali di accelerazione del mercato primario. La BCE attenderà di verificare gli effetti delle attuali misure e nel secondo trimestre 2015 dovrebbe attuare gli acquisti di titoli di Stato (possibile l’annuncio già nel primo trimestre) (Paolo Balice, Presidente Aiaf)

60-70% di probabilità nel senso che non credo che questo avverrà nell’immediato, ovvero prima della fine dell’anno, e credo che Draghi, abile oratore e diplomatico, potrebbe aspettare di vedere prima gli effetti delle misure già annunciate e/o implementate. Nel frattempo non è da escludere che la congiuntura globale e l’indebolimento dell’euro allontanino la necessità di tali acquisti anche se al momento non ci sono chiari segnali a riguardo (Laura Tardino, market startegist di Bnp Paribas investment partners).

Probabilità di acquisto molto elevate in assenza di pressioni sul mercato, come timing indicativamente il primo trimestre del 2015. Le frasi di Mario Draghi potrebbero‎ anche essere interpretate come segnale qualora ad inizio dicembre il debito pubblico italiano dovesse subire un downgrade, offrendo un paracadute al possibile allargamento dello spread (David Basola, Responsabile Italia di Mirabaud am).

Si ritiene che le probabilità che la BCE ricorra all’acquisto di titoli di Stato dell’Eurozona siano alte (65-70%) ma che tale operazione possa avvenire solo nel 2015 (probabilmente non nei primi mesi), dopo aver trovato un accordo all’interno del board della Banca Centrale sulle modalità di acquisto (quali i titoli eligible, in quale misura e sula base di quali parametri) (Carmine Grimaldi, responsabile del servizio consulenza portafogli di Banca Federico del Vecchio (Gruppo Banca Etruria).

Le probabilità che la ECB intervenga sui titoli di stato sono recentemente salite. Il motivo è legato principalmente al fatto che i dati macro europei continuano ad essere deboli. In ogni caso però non ci aspettiamo nulla prima di Gennaio 2015, visto che a Dicembre ci sarà un nuovo TLTRO, strumento che resta centrale nella strategia attuale della Ecb e che nei mesi precendenti non ha raggiunto ancora dimensioni significative (Claudio Barberis, resp asset allocation di MoneyFarm.com).

Le parole di Draghi di ieri al Parlamento Europeo non aggiungono novità rilevanti a quanto detto durante l’ultimo meeting BCE: le probabilitò di QE sono immutate rispetto a due settimane fa. Due sono i punti cruciali: la volontà di espandere il bilancio della BCE di circa €1,000 mld tramite TLTRO e acquisto di titoli, la considerazione che un tasso di inflazione troppo basso per troppo tempo sia pericoloso e possa richiedere ulteriori interventi. Mettendo insieme queste due considerazioni, probabilmente il QE non arriverà tanto presto: ci attendera’ almeno il pronunciamento della Corte di Giustizia Europea a meta’ gennaio. Solo un peggioramento delle aspettative di inflazione potrebbe accelerare i tempi (Marco Piersimoni, senior portfolio manager Pictet asset management)

Vediamo una probabilità del 50% che la Banca Centrale Europea proceda con l’acquisto di titoli di Stato. Se la Bce decidesse di procedere con questo QE, non lo farà prima del 2015. Il 50% di probabilità riflette il cambiamento di tono da parte dei membri della BCE riguardo alla possibilità di usare questo strumento, come da dichiarazioni delle ultime settimane (Maarten Geerdink, chairman del comitato di asset allocation di Petercam).

Abbiamo assegnato una probabilità del 70% che la BCE intervenga sui mercati acquistando titoli di Stato dell’Eurozona. Crediamo che l’inizio di tale piano di acquisti sia molto probabile nel primo trimestre 2015 (Filippo Diodovich di Ig),

  • habsb |

    Come ricorda assai opportunamente Zoe Keller, non vi è alcuna opposizione all’acquisto di titoli di Stato sul mercato secondario.

  • zoe keller |

    L’articolo a cui si appella la Bundesbank (non “la Germania”, dato che il suo governo ha sostenuto la liceità dell’OMT davanti alla ECJ e anche davanti alla Corte Costituzionale tedesca) è soprattutto l’123 TFEU, che vieta il finanziamento monetario agli stati, ma che si riferisce all’intervento delle BC (ECB o NCB) sul mercato primario, quando lo stato emittente piazza i suoi titoli.
    L’art. 18 dello Statuto BCE le consente di intervenire sui mercati secondari, cioè di acquistare ogni tipo di asset class dagli attuali holders. Ed è su questo mercato che si svolgono sia l’OMT che il QE.

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