Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Non è solo la #Germania ad esportare troppo. E’ un’Europa piena di squilibri. Ecco la mappa che lo conferma e che ci dice che siamo lontani dalla soluzione

Nel 2007, chi avesse osservato la mappa degli squilibri macroeconomici fra i 28 Paesi dell’Unione europea e i 18 dell’Eurozona, avrebbe visto che c’era qualcosa che non andava. In gran parte dei Paesi della periferia europea la variazione annua della passività del settore finanziario cresceva a livelli superiori al 16,5%. Il 16,5% è una soglia fissata dalla Commissione europea nell’elaborazione della Mip (Macroeconomic imbalance procedura), una sorta di griglia per monitorare – sulla base di 11 parametri – elementi sospetti e distorsioni nell’economia interna e verso l’estero dei Paesi europei. Oggi quella stessa mappa ci dice che ci sono altri due forti segnali d’allarme che riguardano il debito estero e il debito privato di molti Paesi dell’area, che potrebbero andare fuori controllo.

Nel 2008 scoppierà una violenta bolla del debito privato che farà collassare proprio i Paesi della periferia dell’Eurozona. I segnali della malattia però già c’erano, a ben vederli. Per lo stesso motivo sarebbe davvero utile osservare con grande attenzione la mappa degli squilibri dell’Eurozona. Tra gli 11 paletti ci sono il debito/privato Pil (che non può superare il 133%), la posizione finanziaria netta con l’estero (che non può essere negativa per oltre il 35%), variazione percentuale del costo del lavoro nella media a tre anni, tasso di disoccupazione, surplus delle partite correnti, tasso di disoccupazione, ecc.

Sulla base dei dati disponibili e aggiornati da Eurostat al 2013 ho aggiornato la mappa degli squilibri dell’Eurozona, indicando in giallo i punti in cui Paesi sforano le soglie prestabilite, che dovrebbero indicare che un Paese procede nella retta via e non presenta squilibri interni (che in un’unione si travasano per forza di cose su altri Paesi) ed esteri tali da minacciare la crescita armoniosa dell’Unione.

Ebbene, emerge che i punti di sforamento sono tantissimi. E’ la prova del nove, se vogliamo, che l’Eurozona e l’Unione europea non stanno funzionando come immaginato nei migliori auspici e che sono al momento profondamente lontane dal funzionare come una macchina perfetta. Non c’è solo la Germania che esporta troppo (generando un surplus delle partite correnti superiore al 6% del Pil consentito nella media a tre anni, e come segnalato sul Sole 24 Ore lo scorso anno prima di Usa e Fmi) ma vi sono altri lampanti segnali d’allarme.

Lo screening ai raggi x della mappa degli squilibri europei ci dice anche che, così come nel 2007, una bolla delle passività finanziarie era alle porte, nei prossimi anni ci potrebbero essere gravi problemi per molti Paesi (e quindi di conseguenza per l’intera unione) sul fronte del debito estero e del debito privato.

Approfondimento sul Sole 24 Ore