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Lettera @matteorenzi

Caro Matteo,

anche se non ci conosciamo personalmente, ho deciso di scriverti una lettera, dato che stai per prendere il timone dell'Italia. Pur essendo scettico sul tuo modo di comunicare – infarcito di tecniche da programmazione neurolinguistica che utilizzano molti venditori per abbellire e plasmare la realtà – voglio comunque darti il mio personale benvenuto e farti gli auguri. 

Immagino che tu sappia quali sono i problemi da risolvere. Ma, in ogni caso, credendo in queste righe di rappresentare il pensiero di molti altri cittadini che si informano in prima persona e non si basano su chiacchiere o delegano le proprie idee politico-economiche al pensiero altrui, mi preme farti un breve riepilogo.

In questo momento l'Italia ha tre grandi problemi da affrontare, uno globale, uno continentale, uno nazionale.

1) Il primo problema è condiviso con altri 200 Paesi, ovvero quello di appartenere a un mondo in cui ormai la finanza deregolamentata ha surclassato da anni l'economia reale. Negli Stati Uniti i tentativi – attraverso la legge Dodd Frank – di ripristinare un minimo del Glass Steagal Act degli anni '30 per riportare la finanza alla sua posizione originaria di strumento al servizio dell'economia reale, stanno deflagrando a suon di emendamenti. E' molto difficile ovviamente affrontare questo punto, ma ti chiedo: RIUSCIRAI A DARE IL TUO CONTRIBUTO PER RIPORTARE IN TESTA L'ECONOMIA REALE E COLLOCARE LA FINANZA AL SUO RUOLO NATURALE DI SPALLA?

2) Il secondo problema è condiviso con altri 17 Paesi. Stiamo parlando in questo caso dell'area euro. Nata con l'obiettivo di strutturare un grande mercato interno in grado di permettere ai Paesi che vi appartengono di aiutarsi e assorbire meglio shock economici esterni, e nata con l'intento di diventare un giorno una vera unione politica. Dopo circa 15 anni possiamo dire che quegli obiettivi non sono stati raggiunti. Anzi nei primi anni, quelli in cui sembrava che andasse tutto a gonfie vele, si è creata un'enorme bolla del debito privato che ha alimentato SQUILIBRI TUTT'ORA IRRISOLTI. Come risultato, questa'area si è trasformata in un posto "beggar thy neighbour", in cui chi è più forte fa la voce grossa e gli altri Paesi svolgono il ruolo secondario di satelliti (importatori netti e con debiti esteri su Pil insostenibili). Di pezzi del puzzle da ricomporre ne abbiamo contati almeno 11. RIUSCIRAI A FAR SI CHE QUESTI SQUILIBRI SI RIDIMENSIONINO E CHE L'AREA DIVENTI VIRTUOSA COME NEGLI INIZIALI BUONI PROPOSITI?

3) Il terzo problema dell'Italia è l'Italia che non funziona. 800 miliardi di spesa pubblica sembrano tanti ma, se vengono rapportati al Pil, sono inferiori rispetto a quelli di molti altri Paesi (Austria, ecc.) e in linea con la media europea. Il problema è che molti di questi miliardi sono improduttivi, e non sono moltiplicativi di Pil, benessere ed equità. RIUSCIRAI A DARE UNA STERZATA RENDENDO PIU' VIRTUOSO IL CLUP (Costo del lavoro unitario per unità di prodotto) DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE? RIUSCIRAI A RILANCIARE LA COMPETITIVITA' DELLE IMPRESE ITALIANE, ANCORA E NONOSTANTE TUTTO SECONDE NELLA MANIFATTURA IN EUROPA, ABBATTENDO IN MODO VIGOROSO IL CUNEO FISCALE?

Sono sicuro, essendo giovane come te, che ci metterai tanto impegno ed energia. E che, sulla base di questo, potrai fare meglio di molti altri che ti hanno preceduto (questo è fin troppo semplice).

Però vorrei dirti che per risollevare il Pil e il Paese ci sono più strade. C'è chi, come la Spagna, lo sta facendo a spese della disoccupazione (che ormai ha superato il 26%). A questa ricetta, l'Irlanda ci aggiunge anche una bella dose di dumping fiscale. Il Portogallo e la Grecia la deflazione (che è figlia di alti tassi di disoccupazione come documentò tempo orsono Phillips). Si tratta di ricette apprezzate dai mercati e dalle ivi società quotate. Molto meno dai cittadini, dagli elettori.

Ma dato che dicono che sei in gamba potresti battere tutti. Smuovere il Pil senza penalizzare la DOMANDA INTERNA, gli italiani. Tra questi, molti ti avrebbero comunque votato se ti fossi candidato. Ecco, facciamo finta che lo abbia fatto, che ti sia candidato e vinto le elezioni. Facciamo finta – anche se faccio davvero fatica a digerirlo – che questo pasticciaccio all'italiana delle larghe intese non ci sia e non ti riguardi. Alla fine ciò che conta sono i risultati. Le equazioni da risolvere sono quelle sopra. Vediamo adesso se sei davvero bravo come si dice in giro. Del resto, il fato sembra essere dalla tua parte: prendere il comando nel giorno di San Valentino non è da tutti. Vediamo se davvero saprai amarla questa Italia. Da adesso.

  • Pieropostacchini@bpeassociati.it |

    Mi associo pienamente con le argomentazioni, aggiungo il problema del credit crunch che sta uccidendo tutte le imprese italiane deve essere il primo provvedimento, non ha senso ridurre l’irap se le imprese sono morte, sul punto ho elaborato una proposta sul credit crunch che può essere fatta dal governo senza avere l’ok dell’Europa.

  • Giuseppe |

    Gran bell’articolo. Bravo Vito!

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