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Il paradosso degli stress test: sono necessari ma rischiano di vanificare la ripresa

La ripresa economica del 2014 dipende molto dal credito concesso a famiglie e imprese. Lo sa bene la Bce. Nell'ultimo direttivo il governatore Mario Draghi ha deluso i mercati non annunciando misure espansive ma ha fatto cenno alla possibilità di un futuro Ltro (prestito agevolato alle banche), diverso dagli altri, e più orientato alla concessione del credito all'economia reale (dopo che i primi due, di un valore di 1.040 miliardi, hanno fatto flop da questo punto di vista). Pur non nominandolo direttamente Draghi ha fatto accenno a qualcosa di simile ai Funding for lending scheme, di cui abbiamo accennato qui.

Va detto però che nel 2014 partono gli asset quality review sulle banche europee. Un'analisi approfondita sui bilanci per testarne la capacità di resistenza a nuovi shock economici. Questo implicherà che gli istituti debbano consolidare il patrimonio.

E qui siamo al paradosso. Perché i prestiti a imprese e famiglie sono considerati "risk on", ovvero ledono le capacità patrimoniali delle banche. E quindi vanno in controtendenza al programma di rafforzare il patrimonio da parte degli istituti di credito.

Quindi siamo al bivio: le banche devono prestare di più all'economia reale per favorire la ripresa economica nel 2014 (e per questo la Bce starebbe pensando a un Ltro geneticamente modificato) ma allo stesso tempo se le banche prestano depotenziano la solidità patrimoniale e rischiano di essere bocciate ai prossimi stress test. 

La mini-ripresa ipotizzata passa anche dalla soluzione di questo sudoku finanziario.