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Meglio (ri)mettere i puntini sulle “i” di crisi

Ogni tanto è bene essere ripetitivi. Perché la quotidianità rischia di creare confusione e annebbiare i contorni della storia. Alla domanda, cosa ha causato l'ultima crisi dei debiti sovrani, molti tendono a rispondere ancora (quando sono passati più di cinque anni dal fallimento di Lehman Brothers) che sia stata la dissipatezza dei conti pubblici. In scia a questa risposta la soluzione che viene prospettata da chi risponde in questo modo è di tagliare meccanismi di protezione sociale attraverso rigidi programmi di austerity.

E' bene però ricordare che la risposta non è esatta. L'attuale crisi è stata causata da due fenomeni, entrambi connessi con il privato

1) bolla del debito privato creatasi negli anni dei prestiti facili ai Paesi della periferia dell'Eurozona, ovvero tra il 2003 e il 2007, come ammesso anche dal vicepresidente della Bce, Victor Constancio.

2) crisi bancaria globale che è stata (parzialmente) risolta con salvataggi statali che, certo ma solo dopo, hanno aumentato il debito pubblico. 

Qualche numero. Tra ottobre 2008 e ottobre 2010 la Commisione europea ha approvato 4.600 miliardi di euro di aiuti di Stato in favore delle banche dei Paesi Ue, pari al 37% del Prodotto interno lordo dell'Unione. Nel dettaglio il programma di aiuti statali alle banche tedesche era pari a 600 miliardi, quello al Regno Unito era di 850 miliardi, 350 per Francia, 320 per Olanda. Quindi gli Stati hanno salvato le banche che avevano ecceduto nella compravendita di titoli tossici e hanno così visto aumentare il debito pubblico. Questo non è aumentato per dissipatezza fiscale quindi.

La soluzione a tutt'oggi proposta non è però quello di evitare in modo netto che le istituzioni finanziarie europee (ma il discorso è appannaggio globale) ricadano negli stessi errori di "eccesso di finanza" (il numero dei derivati secondo la Banca dei Regolamenti internazionali è aumentato rispetto al periodo della crisi) quanto piuttosto di risanare conti pubblici attraverso tagli sociali.

D'accordo, se questi sono improduttivi (distruttivi e non moltiplicativi del Pil). Ma sui meccanismi di protezione sociale il discorso è differente. Anche perché i costi dai tempi della crisi non sono certo aumentati. Anche qui qualche numero. Nel 1999 la spesa per la protezione sociale (pensioni e sanità) in Italia era pari al 23,9% del Pil. Nel 2008 era il 24,4% del Pil. Nel 2012 è salita al 26,5% del Pil, ma non in ragione di aumenti ma per il semplice fatto che nel frattempo il Pil (denomitore nel rapporto) è calato di 8,5 punti in termini reali.

Solo per (ri)mettere qualche puntino sulle  "i" della crisi.

  • Smithg319 |

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  • Matteo |

    si ma cos’è che ha causato la bolla del debito privato e la crisi bancaria globale? La manipolazione al ribasso dei tassi d’interessi attuata dalle banche centrali “sospinte” dai rispettivi governi/stati

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