Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Screzi di potere, la Troika è più fragile adesso?

In quest'autunno ne stanno succedendo di cotte e crude. La crisi c'è ancora (tranquilli non se n'è andata, anzi come scrive l'Economist si è trasformata da crisi acuta in malattia cronica). La novità è che adesso c'è anche una crisi diplomatica tra Stati Uniti ed Europa dopo lo scoppio del "caso datagate" e lo scandalo delle telefonate dei leader politici europei intercettati Oltreoceano.

Il connubio tra crisi economica e geopolitica sta portando a qualche scossone. Non avremo mai la prova del nove ma il timing del recente attacco degli Usa nei confronti dell'economia tedesca che esporta troppo pare quantomeno sospetto. Perché che l'economia tedesca esporti più del dovuto (il surplus delle partite correnti ha superato il limite del 6% del Pil in tre anni previsto dai trattati e dalla Mip, la Macroeconomic imbalance procedure) è risaputo, tanto che qui ve lo avevamo detto anche prima degli Stati Uniti.

Resta il fatto che queste tensioni rischiano di creare qualche attrito all'interno della Troika, l'istituto sovranazionale composto da Banca centrale europea, Commissione europea e Fondo monentario internazionale per la gestione della crisi sovrana nell'Eurozona. 

Ad attaccare la Germania è stato prima il governo degli Usa, attraverso un documento del Tesoro, e poi il Fondo monetario internazionale che ha ribadito che "Berlino deve ridurre il surplus commerciale".

Che la Germania debba ridurlo (e lo può solo fare aumentando i salari o aumentando le importazioni dai partner/competitor dell'Eurozona) non ci piove. Ma il fatto che ora glielo dicano anche gli Stati Uniti è un'assoluta novità. E potrebbe difatti rappresentare il primo scricchiolìo all'interno della Troika, considerata la forte influenza della Germania sia nella Banca centrale europea che nella Commissione.

C'è poi un secondo elemento di disaccordo: la deflazione. A ottobre l'inflazione dell'Eurozona è scesa dall'1,1% di settembre allo 0,7%, il livello più basso degli ultimi quattro anni (in Italia è addirittura scivolata allo 0,3% su base congiunturale mentre la Grecia da mesi annaspa nella deflazione). Ecco, la Commissione euroepa ha minimizzato sottolineando che non ci sono pericoli di deflazione nell'area. Come la pensa il Fondo monetario internazionale? Che i rischi sono diminuiti rispetto alla primavera, ma non sono scomparsi del tutto. Anche in questo caso Bruxelles e Washington non sono d'accordo e su questo, probabilmente, il "datagate" non c'entra niente.

A questo punto della storia val la pena ricordare come è nata la Troika. Siamo nel 2010, nel bel mezzo della crisi greca. Come riporta Lorenzo Bini Smaghi, ex membro del Consiglio della Bce, nel libro "Morire d'austerità": "La Bce e la Commissione europea si opposero inizialmente al coinvolgimento del Fondo monetario. Come è possibile gestire una moneta autonoma con l'intervento di un'istituzione internazionale, di cui il primo azionista sono gli Stati Uniti e il secondo la Cina? Una moneta che ha bisogno del Fmi rischia di non essere credibile. Non può aspirare a diventare riserva di valuta internazionale e rivaleggiare col dollaro. La Commissione europea aveva l'indipendenza, la capacità di valutazione e il potere di negoziare programmi di risanamento con i Paesi membri. Ma aveva perso la fiducia dei governi europei, in seguito alla sottostima del buco del bilancio greco e delle misure di risanamento necessarie. La Bce non poteva e non voleva assumere un ruolo analogo a quello del Fmi, di negoziare e monitorare un programma finanziario con uno dei Paesi membro dell'euro. Il Consiglio dei ministri dell'area euro – l'Eurogruppo – avrebbe dovuto svolgere un ruolo preminente, ma come ha palesemente dimostrato l'esperienza del primo decennio dell'euro, i ministri finanziari non amano criticarsi a vicenda, né interferire nelle politiche altrui. Preferiscono delegare questo, se non alla Commissione europea al Fondo monetario internazionale. La scelta di coinvolgere l'Fmi è nata dalla mancanza di fiducia dei governati europei, nei confronti della Grecia, della Commissione europea e in fin dei conti di loro stessi, sulla capacità di gestire i rapporti con il governo greco. Si decise così di costituire la Troika, associando al Fondo monetario internazionale la Commissione europea e la Banca centrale europea".

Questo retroscena ci rende un po' più chiaro il contesto che ha portato alla comparsa della Troika, un'istituzione che pare nata più per "difetto" (mancanza di fiducia tra i governati europei e incapacità nell'assumersi responsabilità) che per convinzione. Le cui basi adesso, con una crisi cronica e un datagate ancora da digerire, sembrano più fragili di quattro anni fa.