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Cosa c’entra l’Europa con il cioccolato?

E' sempre una questione di profondità. Tutte le cose, anche in economia, hanno due lati della medaglia ma diversi livelli di profondità. Cerco di spiegarmi meglio. Se c'è un debito da qualche parte, vuol dire che da un'altra parte c'è un credito. Un venditore ha sempre bisogno di un acquirente, e così via. Su questo punto, quello dei due lati della medaglia, non ci piove.

Anche il secondo punto è molto semplice e cercherò di spiegarlo con l'esempio del cioccolato. Leggevo qualche tempo fa che mangiare cioccolato fa bene all'umore perché stimola le endorfine. Se ci soffermassimo su questo dato non dovremmo avere dubbi: mangiare cioccolato a volontà. Scendendo però più in PROFONDITA' e leggendo altri studi scientifici emerge che il cioccolato fa bene sì all'umore ma può allo stesso tempo causare problemi di acidità di stomaco, in certi dosaggi facilitare la formazione di calcoli urinari, eccetera. Quindi, chi è andato oltre il primo studio che esalta un particolare per il tutto (il cioccolato fa bene all'umore quindi fa bene) ha scoperto che il cacao e gli altri componenti nutrizionali contenuti nel cioccolato possono anche avere degli effetti collaterali. 

Cosa c'entra l'Unione europea con il cioccolato? Un bel po', in realtà. Perché l'Europa rappresenta per tutti i cittadini che ne fanno parte una nuova entità che ci obbliga ad andare più in PROFONDITA'.

Se ci soffermassimo solo sulle questioni interne commetteremmo un errore. Ad esempio, per restare alla cronaca economica di questi giorni, non dovremmo limitarci ad analizzare solo quello che contiene la legge di stabilità ma dovremmo allargare lo sguardo al Fiscal compact (pareggio di bilancio) al Two Pack e agli altri documenti e impegni che lo Stato ha preso in sede europea. Solo analizzando questi nuovi "perché" e "percome" potremmo avere una visione completa di quello che accade. 

Allo stesso tempo, considerato che sono passati 15 anni dalla nascita dell'Eurozona, non dovremmo limitarci a lavare i panni sporchi interni ma iniziare a preoccuparci anche dei panni sporchi in sede europea visto che, come rileva l'Economist, siamo ormai entrati in una crisi cronica. E quindi l'attuale struttura europea non può essere esente da critiche.

Siamo arrivati al punto in cui concentrare il dibattito della crisi solo su problemi e soluzioni "di casa" rischia di mandarci fuori rotta. Dovremmo andare al di là delle beghe di condominio e concentrarci sui problemi di quartiere (Eurozona) e della città (Unione europea). In caso contrario scopriremo forse troppo tardi che abbuffarsi di cioccolato può anche far male.

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