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Politici devono superare esame di economia prima di firmare leggi. Una proposta di legge?

A ognuno il suo mestiere. Questa popolare espressione ha la sua ragion d'essere. Come può uno che non è falegname lavorare il legno con la maestria necessaria per trasformare pezzi di un albero in un pregiato mobile da arredo? Come può risolvere un'equazione chi non ha studiato matematica? Certo, direte voi, Einstein ha inventato la legge della relatività  ma è stato rimandato in fisica. Quella dei geni (e del modo in cui possono essere valutati dai non-geni) è però un'altra storia.

La realtà è che le competenze acquisite in un percorso di studi sono uno straordinario valore aggiunto per qualsiasi professione. Se si applica questo principio alla politica si pone però un problema. Perché quello del politico è sempre stato, ma oggi lo è più che mai, un lavoro legato a conoscenze economiche. Perché dalle scelte politico-economiche dipende il futuro di una società (Paese) e la serenità dei suoi associati (cittadini).

Ma allora, quando i parlamentari italiani hanno firmato in massa il fiscal compact – che mette in relazione diretta le esportazioni e il risparmio privato delle famiglie, nel senso che se calano le esportazioni la ricchezza viene inevitabilmente erosa – erano "macroeconomicamente" consapevoli di ciò? Quando hanno firmato trattati europei che vincolano gli Stati a un cambio rigido ma vietano trasferimenti interni compensativi a favore dei Paesi penalizzati dalla rivalutazione del cambio, erano equipaggiati delle conoscenze tecniche necessarie per apporre quel sigillo?Perché continuano a intestardirsi solo ed esclusivamente sul debito pubblico quando persino la Bce ha ammesso che stiamo vivendo una crisi di debito privato? E via dicendo.

C'è il forte sospetto – osservando le cose con il senno del poi – che molti politici hanno firmato negli ultimi anni leggi destinate a condizionare in modo profondo il futuro dell'economia senza essere del tutto consapevoli di alcune nozioni economiche, quando non dell'Abc. 

Perché allora non proporre una legge di iniziativa popolare (servono 50mila firme però!) per obbligare i parlamentari a superare un test/esame di economia prima di assumere l'incarico a Montecitorio e Palazzo Madama? 

  • Gionata |

    Ma come ti è venuta? l’ esame di economia – ammesso e non concesso – potrebbe servire se questi avessero come scopo ultimo una Italia Migliore. Ma questi lo hanno chiaramente detto e sottoscritto che se ne sbattono e pensano solo a fare gli affarazzi loro. E tu – pico della mirandola – li vuoi pure esaminati… così magari riescono proprio a straf..ere l’ Italia…. consapevolmente. Quasi Quasi te la voto… per vedere come va a finire…

  • Barbara |

    Scusi, ma lei mi sembra ingenuo, lei pensa che non lo sapessero? Secondo me il problema è che lo sapevano benissimo cosa stavano firmando, purtroppo.
    Cordiali saluti.

  • Emanuele Pietrini |

    Buona idea, io propongo invece una laurea qualsiasi (tranne forse Scienze Politiche) ed un esame puntiglioso della fedina penale, multe comprese, per entrare in parlamento. Oppure almeno 10 anni di lavoro come imprenditore.
    Se lei comincia io la seguo.
    Cordilai saluti

  • pippo74 |

    Direi che lei è ottimista, caro dottor Lops. Qui prima dell’esame di macroeconomia bisognerebbe fare l’esame di italiano, e guardi che non è una battuta.
    Con sincera stima per la sua onestà intellettuale. Lei è uno dei pochi giornalisti che parla di economia con cognizione di causa

  • giovanna |

    finalmente un’ottima idea!!!!
    ma non è che così facendo pretenderebbero di essere pagati di più?

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