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Quelle donazioni della Bmw. Adesso la Merkel è finita in un bel pasticcio

Ammettiamolo: noi italiani pecchiamo di esterofilia conclamata. Siamo così bravi a lavare in pubblico i panni sporchi (in talk show politici che assomigliano sempre più a gazzarre di mercato) e a demolirci. Allo stesso tempo mentre ci buttiamo costantemente giù ricordando i mille e uno difetti (che ci sono tutti) commettiamo a mio avviso due errori macroscopici:

– dimentichiamo i pregi (che per fortuna sono più di mille e uno) annebbiando le nostre virtù a causa di una minoranza di pecore nere. Un po' come quello che accade nel mondo nel calcio dove a causa di un gruppetto di personaggi esagitati si fa tutt'erba un fascio con le punizioni inflitte a un'intera tifoseria.

– non finisce qui. Non solo ci critichiamo in modo distruttivo ignorando la gran parte dei pregi che hanno portato l'Italia ad essere la quinta potenza economica mondiale fino agli anni '90 ma nel farlo esaltiamo gli altri. Certo, dato che valiamo così poco, dobbiamo andare a pescare da qualche parte un modello per metterci la coscienza posto: "Se noi fossimo come loro le cose andrebbero meglio". Con i "se", si sa, non si va da nessuna parte. Ma in ogni caso a chi negli ultimi anni ha giocato con il "se" e ha costruito il suo modello ideale basandolo sulla Germania e sulla Merkel (alzi la mano chi non ha mai sentito qualcuno dire "Sarebbe meglio che l'Italia fosse governata dai tedeschi") invito a queste due riflessioni:

1) leggere le 10 crepe (+1) del modello tedesco

2) approfondire questa notizia che, scoppiata da poche ore, sta facendo putiferio in Germania e, a questo punto, anche nell'Eurozona. Il Bundestag, il Parlamento tedesco, ha reso noto che la Cdu (il partito della cancelliera Merkel che ha stravinto le ultime elezioni con il 41,5% dei voti) lo scorso nove ottobre, meno di due settimane dopo il voto federale in Germania, ha ricevuto una donazione
di 690mila euro da tre grandi azionisti della casa automobilistica Bmw. Nel dettaglio, Johanna Quandt, con i figli Stefan Quandt e Susanne Klatten – tutti e tre tra le
dieci persone più ricche in Germania -, hanno versato 230mila euro ciascuno al
partito della cancelliera. 

Guardacaso la donazione è arrivata poco dopo che Bruxelles ha approvato una direttiva europea che posticipa l'entrata in vigore
delle limitazioni sulle emissioni di CO2 per l'industria automobilistica, a
tutto vantaggio dei grandi marchi dell'auto di lusso nazionali. Compresa la Bmw. Direttiva che da tempo vede impegnata la Cdu in Europa. Direttiva che invece penalizza Fiat che è quella rientra tra le emissioni più basse di CO2 tra le case esaminate da Bruxelles.

Un conflitto di interessi? "Respingiamo" la tesi secondo cui la donazione sia in relazione con la posizione
del governo tedesco sulle emissioni di CO2, ha fatto sapere un portavoce della
famiglia Quandt, come riporta l'Ansa.

E la Cdu come si difende? Dicendo che riceve già da anni donazioni dai Quandt, indipendentemente dal fatto che i
cristianodemocratici siano all'opposizione o al governo.

Ma affermare di ricevere pubblici finanziamenti da una potente società automobilistica non è certo una giustificazione dalle accuse di conflitto di interessi (a cui si aggiungono alcuni che parlano di corruzione) che stanno piovendo addosso, adesso, alla Merkel!

Perché evidentemente, anche in Germania nisciun è fess!!

  • simone |

    Avessero capito quali problemi si celano dietro l’euro…adesso diranno che è la nostra salvezza…

  • Antonio |

    dai commenti che leggo sono sempre più convinto che l’euro ve lo meritate!

  • Massimo |

    Una casa automobilistica finanzia il maggior partito politico tedesco,fruttando il peso della Germania a Bruxelles per avere un aggiustamento sulle limitazioni di emissioni di CO2. Questo a tutto vantaggio dei grandi marchi dell’auto di lusso (tedeschi). In altre parole fare le regole a proprio uso e consumo a danno dei concorrenti e degli altri paesi della EU.Sopra cosa leggo: a tangente a fiat. Va be, allora la colpa della crisi è della Befana!

  • Lettore Occasionale |

    @iddivi
    Sottoscrivo in pieno. Siamo in piena sindrome di Stoccolma

  • iddivi |

    Ma ci rendiamo conto fino a che punto arriva l’ esterofilia autolesionista ( e anche ideologicamente orientata in senso liberista)?
    ” Ma queste mica sono ruberie, mazzette e tangenti… questo è lobbbbbbing.. magari anche così in Italia”.
    ” Molto meglio i finanziamenti privati alla politica ( magari fatti da multinazionali d’ armi, di petrolio,ecc) che il finanziamento pubblico”
    I due commenti sopra rafforzano ancora di più la tesi dell’ articolo. La mazzetta e il finanziamento pubblico sono “ruberie”, il finanziamento da multinazionali è “lobbing” ( e fa più fico). Siamo da n(euro).

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