Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Un’Europa che non funziona se parte il caos per uno 0,1%

Questa estate le stime sul deficit/Pil dell'Italia del 2013 si attestavano al 2,9%. Ora, dopo la cancellazione dell'Imu sulla prima casa e a seguito degli infiniti strascichi dell'austerity sul Pil, pare che si andrà al 3,1%, ovvero lo 0,1% in più di quanto consentito dai parametri di Maastricht, Lisbona e compagnia bella (poi ci sarà il Fiscal compact che porterà dal 2015 il principio del pareggio di bilancio con deficit/pil che non potrà discostarsi dallo 0,5%).

Senza entrare nel merito della strategia politico-elettorale di Berlusconi (ha deciso di togliere la fiducia al governo indicando che la causa è l'aumento dell'Iva dal 21 al 22% che scatta fra poche ore nella stessa settimana in cui è previsto il voto sulla sua decadenza da senatore) le evidenze parlano chiaro. Oggi la cancelliera tedesca Angela Merkel ha chiamato il premier Enrico Letta auspicando stabilità e continuità. Nei giorni scorsi il commissario europeo per gli Affari economici e monetari Olli Rehn ha detto chiaro e tondo che non sono ammesse deroghe all'Italia e allo sforamento del 3%.

Ma la domanda  è – posto che i parametri di Maastricht abbiano un senso perché forse, come cantava Vasco Rossi "un senso non ce l'ha" – come mai nessun politico italiano ha pensato di andare a Bruxelles e chiedere l'applicazione di pesi e misure uguali per tutti i Paesi? In primavera Olanda (5%) , Francia (4,1%) e Spagna (10%) hanno ottenuto una deroga dall'Europa nonostante nel 2013 sforeranno abbondantemente il 3% del deficit/Pil. Mentre all'Italia e a quel suo 0,1% in più nulla è ammesso.

Così non va, così quest'Europa non funziona.