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La Grecia esce dai Pigs ed entra nei Bric

La sfortuna sembra accanirsi con la Grecia. Il Paese ellenico è stato declassato oggi da Msci – società che gestisce panieri finanziari – da Paese sviluppato a Paese emergente. La decisione è stata presa anche in considerazione del crollo della Borsa di Atene (-87% dal 2007). 

Il timing del declassamento non è dei migliori. Perché gli analisti finanziari sono sempre più convinti che sui Paesi emergenti incombe il rischio dello scoppio di una bolla finanziaria. Nelle ultime due settimane borse, bond e valute di Brasile, India, Russia e Cina (i cosiddetti Bric) sono stati venduti. Ma nell'elenco si possono inserire anche Turchia, Messico e Filippine, Paesi che rientrano a tutto tondo nella sfera degli emergenti. Come mai? L'ipotesi di uno stop o di un rallentamento del quantitative easing statunitense potrebbe colpire in primo luogo i mercati emergenti che sono quelli ad aver maggiormente beneficiato dell'enorme liquidità iniettata dalle banche centrali, con la Federal Reserve in prima fila

Ovviamente per la Grecia si tratta solo di una coincidenza che, peraltro, potrebbe non avere alcuna influenza sull'andamento finanziario degli strumenti quotati. Ma fa comunque riflettere il fatto che la cattiva sorte sembra non volere abbandonare Atene, neanche quando si tratta di iniziare una nuova avventura: da quella sfortunata nei Pigs a quella che nasce oggi nei Bric.