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Mutui, le banche spingono sul fisso ma il variabile….

Le banche hanno un portafoglio mutui in Italia notevolmente sbilanciato sul tasso variabile (oltre l'80%). Anche per questo motivo alcuni istituti stanno spingendo adesso sulle offerte a tasso fisso. Lo dimostra il fatto che negli ultimi giorni i migliori spread sul tasso fisso sono scesi di 20 punti base, dal 3% al 2,8%, eguagliando quelli dei migliori mutui a tasso variabile.

Tuttavia, se nella strategia di alcuni istituti si nasconde l'esigenza di equilibrare il proprio portafoglio, per il portafoglio degli aspiranti mutuatari vale il dato che il miglior variabile oggi costa 250 punti base in meno del miglior fisso (3% contro 5,5%). 

Si tratta di una differenza notevole che, su un mutuo di 150mila a 20 anni, equivale a un risparmio di oltre 1.000 euro l'anno.

Le rate dei mutui a tasso variabile possono aumentare però. Anzi, non possono che salire dato che gli Euribor (gli indici europei a cui è agganciato il calcolo degli interessi di un mutuo a tasso variabile) non possono che aumentare visto che sono praticamente azzerati (0,11% il tasso mensile e 0,21% il trimestrale). 

Il punto chiave – nello sbrogliare il dubbio amletico della scelta tra tasso fisso e variabile – è capire di quanto potranno aumentare le rate nei prossimi anni. Cercare di capire se supereranno l'attuale fisso e, eventualmente, quando. 

Lo supereranno? I future sull'andamento degli Euribor a 3 mesi ci dicono che fra 5 anni questo indici passerà dallo 0,21% all'1,6%. Quindi in 5 anni è atteso un rialzo dei tassi di 1,4 punti (140 punti base). Siamo ancora sotto, quindi, rispetto ai 250 punti base che si pagano sin da subito scegliendo oggi il miglior fisso.

Quando lo supereranno? A questa seconda domanda i future – che non sono la sfera di cristallo sia ben chiaro ma attualizzano ad oggi le aspettative sull'andamento dell'economia che possono in ogni caso cambiare nel tempo – non possono rispondere. Perché si spingono fino a 5 anni. Vale però la considerazione che in Italia le banche praticano il "piano di ammortamento alla francese" che prevede che nei primi anni si pagano più interessi (e poco capitale). Per questo motivo è molto importante partire con un tasso aggressivo perché è nei primi anni del mutuo (nella prima metà in particolare) che si pagano più interessi. Anche questo punto giocherebbe a favore di una partenza a tasso variabile (pur considerando che storicamente un 5,5% fisso non è elevato). Al di là di quelle che sono le esigenze di ribilanciamento di portafogli delle banche. 

Il mutuo perfetto

  • Mutuo Migliore |

    In una fase come questa è largamente preferibile il variabile. I più prudenti possono ripiegare su un tasso misto.

  • Sandro Lersi |

    Se le banche spingono sul fisso, vuol dire che all’utente conviene il variabile.

  • flori2 |

    Mutuo di 150 mila euro in 20 anni. Ecco dov’è il problema. Aspettare, i prezzi caleranno e non ci sarà bisono di un prestito cosi ingente.

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