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Silenzio, parla lo spread. Dove andrà adesso?

L'unica certezza delle elezioni di ieri è l'ingovernabilità (segui Live24 sul Sole 24 Ore). Perché le due uniche maggioranze possibili (Pd+Pdl o Pd+Grillo) non sembrano nei fatti praticabili, al di là di clamorosi inciuci. Quindi, adesso resta da vedere quale sarà il giudizio dei mercati. E fino a che punto lo spread tra BTp e Bund potrà salire.

C'è chi dice 350, chi 400 (intanto questa mattina è già balzato a 343 rispetto ai 293 di ieri. Analisti ed operatori di mercato si stanno affrettando in queste ore a "dare i nuovi numeri". C'è una differenza, però, rispetto al novembre 2011 quando esplose una forte tensione dei mercati (e non è detto che sarà così anche questa volta). Adesso c'è lo scudo anti-spread (la Bce acquista illimitata bond sovrani in caso di richiesta di aiuti del Paese) che fino ad ora ha svolto uno straordinario ruolo di deterrente, scoraggiando la speculazione.

Secondo alcuni esperti questo meccanismo di protezione sarà attivato solo nel caso lo spread si attesti stabilmente sopra i 450 punti.

Focus spread sul Sole 24 Ore

  • Gallana Nicoletta |

    Siamo di fronte alla vittoria di due populismi, gli esiti ottenuti da il PDL dimostrano che molti hanno una memoria storica molto labile e una difficoltà di leggere la situazione politica del paese poichè non si ricordano che un anno fa il governo Berlusconi ci aveva portato sull’orlo di un baratro e che fortunatamente e dolorosamente l’intervento di Monti ha rimediato la situazione, pur con i suoi limiti, dando un po’ di credibilità al bel paese in Europa, pur con tutti i suoi limiti. Il PD ha sbagliato la sua linea politica, infatti già nelle primarie si respirava aria da comitato centrale, non si è voluto svecchiare questo partito, ostacolando in tutti i modi Renzi, che se si fosse presentato al posto di Bersani probabilmente avrebbe raccolto consensi sia nell’area Berlusconiana delusa, che in quella del movimento a cinque stelle. Mi auguro, anche se sono poco fiduciosa, che i grillini riescano a governare senza farsi influenzare troppo da Grillo il quale non è sicuramente esempio di apertura al confronto e vera democrazia rappresentativa, decisiva in uno stato. L’Italia è una nazione , quindi la democrazia diretta va misurata altrimenti si cade nel populismo che è il contrario della stessa. Una elettrice delusa del PD.

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