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Spread a 350 in caso di instabilità politica. Non oltre (questa volta c’è il bazooka di Draghi)

Mancano 19 giorni alle elezioni politiche italiane. I sondaggi non indicano calma piatta, semmai instabilità (soprattutto al Senato). Quindi dopo 14 mesi di governo tecnico blindato il Paese potrebbe andare incontro a una nuova fase di instabilità politica.

Cosa succederà quindi allo spread? I mercati (nel caso dalle urne non esca una forte e stabile maggioranza) sono pronti a far decollare nuovamente il parametro finanziario più dibattuto in Italia? Per rispondere bisogna analizzare che nel frattempo qualcosa è cambiato. A fine luglio (dopo che lo spread in data 24 luglio si è impennato nuovamente raggiungendo quota 534 riavvicinandosi al picco di 575 toccato nell'autunno 2011) il governatore della Bce Mario Draghi ha varato lo scudo anti-spread. Una sorta di bazooka pronto ad essere azionato in caso di attacchi estremi ai debiti pubblici dell'Eurozona. Da allora questo scudo ha svolto uno straordinario ruolo di deterrente: ha scoraggiato la speculazione facendo riavvicinare gli investitori internazionali e facendo calare gli spread di Italia e Spagna.

Quindi è probabile che un'eventuale nuova fase di instabilità difficilmente potrebbe portare lo spread BTp-Bund sui livelli allarmanti dell'autunno 2011 e di luglio 2012. Secondo gli esperti nella peggiore delle ipotesi potrebbe salire fino a 350 punti. Nella migliore (quella di un governo stabile) addirittura scendere sotto 200.

Approfondimento spread scenari elezioni sul Sole 24 Ore