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Mutui, le differenze tra i due modi per sospendere il pagamento delle rate

Chi è oggi in difficoltà con il pagamento delle rate può provare due strade per sospendere il pagamento delle rate, nella speranza di far rifiatare il bilancio famigliare, messo a dura prova dalla crisi economica e dalle incertezze sul futuro.

1) Fare domanda in banca attraverso il "Piano famiglie" dell'Abi. I requisiti principali sono: entro il 28 febbraio deve aver perso il posto di lavoro (sia a tempo indeterminato che indeterminato) oppure deve essere stato messo in cassa integrazione; vale anche per chi ha subito una sopraggiunta non autosufficienza o, nei casi peggiori e malaugurati, ci sia stato un decesso. Uno di questi tre eventi scatenanti dà diritto alla sospensione del pagamento per 12 mesi solo se il mutuo non è superiore a 150mila euro e il reddito imponibile lordo non superiore a 40mila. La sospensione può riguardare l'intera rata o solo la quota interessi. In ogni caso il pagamento degli interessi spetta al mutuatario e viene posticipato (allungando il piano di ammortamento) una volta terminata la moratoria;

2) Aspettare che venga attivato il "Fondo di soliderietà per i mutui prima casa" ideato nel 2010 ma difatti inattivo. La Commissione Bilancio della Camera ha già approvato le modifiche al regolamento (più restrittive dopo che nel 2012 è entrata in vigore la riforma sul lavoro della Fornero). Adesso la palla spetta al Senato ma la sensazione è che da aprile questo fondo possa partire rimpiazzando il "Piano famiglie Abi". Ci sono delle differenze rispetto al punto 1. Le principali riguardano le condizioni di accesso (indicatore Isee reddito e patrimonio famigliari fino a 30mila euro, può accedervi solo chi ha perso un lavoro a tempo indeterminato, o in caso di sopraggiunta non autosufficienza o morte) e gli interessi. In questo caso sono a carico del fondo (e non dei mutuatari).

Ulteriori approfondimenti su come sospendere le rate del mutuo (Sole 24 Ore)