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Mutui, ecco come le banche calcolano gli spread e perché sono così alti

Lo spread è il margine di guadagno che la banca applica quando eroga il mutuo. Vero? Solo in parte. Solo per una terza parte, per l'esattezza. Perché oltre al margine di guadagno deciso dalla banca lo spread comprende (almeno) anche altri due elementi: 1) costi di raccolta del capitale al mercato all'ingrosso; 2) costo di derivati a copertura delle fluttuazioni dei tassi.

E poi questa pazza pazza crisi finanziaria, che ormai imperversa da cinque anni da Occidente a Oriente, ha comportato un ulteriore aggravio dello spread. Ha trasformato la maggior parte dei mutui variabili concessi dalle banche prima della crisi e agganciati all'Euribor in mutui in perdita. Per questo motivo, anche per rientrare di una parte di questa perdita gli spread che vengono applicati oggi sui nuovi mutui contemplano anche questo costo in più. Cosicché alla fine lo spread  calcolato dalle banche è dato oggi dalla somma di quattro elementi:

1) costo di raccolta capitali all'ingrosso

2) costo di un contratto derivato che copre dalle fluttuazione dei cambi

3) margine di guadagno

4) scarico di una quota delle perdite dei mutui pregressi, concessi alla generazione di mutuatari fortunati

Questi dati aiutano a capire il perché è oggi praticamente impossibile vedere spread sui mutui intorno all'1%, come invece accadeva abitualmente prima che, da settembre 2011, la crisi del debito europeo dilagasse anche in Italia.

Approfondimento sulla formula dello spread sui mutui in questo articolo