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La Bce lancia l’allarme su incertezza politica in Italia e su deflussi di capitali. Ma i dati spengono la sirena

Nell'ultimo bollettino della Banca centrale europea relativo al mese di gennaio e aggiornato al 9 gennaio si legge "L’accresciuta incertezza politica in Italia, inoltre, è stata all’origine di alcuni flussi di capitali, con l’obiettivo di ricercare investimenti più sicuri (flight-to-safety), verso i titoli emessi dai paesi con rating AAA".

Ma che significa "alcuni flussi di capitali?". Non potrebbe essere un po' più chiara la Bce su questo tema? La stessa però attribuisce il recupero delle Borse e l'abbassamento degli spread obbligazionari verificatosi negli utlimi mesi alle seguenti cause:

"Ciò nonostante, altri fattori hanno influito positivamente sul clima di mercato. Fra questi, il raggiungimento di un accordo su una vigilanza bancaria unica europea sotto gli auspici della BCE e il buon esito dell’operazione di riacquisto del debito rating dei titoli sovrani "fiscal cliff negli Stati Uniti ha attratto l’attenzione degli operatori anche nei mercati obbligazionari dell’area dell’euro. L’iniziale mancato raggiungimento di un’intesa ha incrementato l’afflusso di investimenti verso i titoli con  rating AAA dell’area dell’euro, ma l’accordo poi conseguito ha migliorato il climadi mercato riguardo alle attività rischiose, e i rendimenti sui titoli con rating AAA sono aumentati".

Resta aperta la domanda sui deflussi che ci sarebbero stati dall'Italia verso Paesi a Tripla A. Un punto che contrasta con le evidenze che si sono riscontrate sui mercati proprio negli ultimi due mesi:

– il 20 novembre Pimco, primo gestore obbligazionario al mondo, dichiara espressamente di preferire titoli italiani e spagnoli a titoli tedeschi e francesi;

– da novembre al 9 gennaio lo spread tra BTp-Bund è sceso da 345 fin sotto ai 250 punti (oggi si attesta intorno a quota 260);

– la Banca d'Italia nei giorni scorsi ha indicato che la quota di investimenti stranieri sul debito italiano è scesa dal picco del 51,3% del giugno 2011 (pari a 813 miliardi) ai 671 dell'ottobre 2012. Secondo gli addetti ai lavori, però, proprio da novembre è ripartita la domanda di stranieri verso BTp e altri titoli italiani, dato che fa il paio con la presa di posizione di Pimco e con la discesa effettiva dello spread;

– i dati finali del collocamento del BTp a 15 anni – rilasciati ieri dal Tesoro – indicano che il 60% delle richieste è arrivato dall'estero. E' vero che siamo qualche giorno oltre il 9 gennaio (e quindi la copertura del bollettino della Bce) ma è anche vero che il dato sui BTp pare un'ulteriore tendenza del trend in atto proprio da novembre di ritorno degli investitori stranieri sul debito italiano.

Quindi, mentre è indubbio che ci sia incertezza politica (siamo in una democrazia e ci avviciniamo a una tornata elettorale) non si ha evidenza di questi "alcuni flussi di capitale verso Paesi a tripla A".