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Euro sudoku: corre perché si pensa alla ripresa ma se corre troppo la ripresa scappa

L'euro corre perché si pensa alla ripresa (il governatore della Bce Mario Draghi ha parlato di una possibile ripresa dell'Eurozona nel 2014) ma se corre troppo (e impoverisce il potere di esportare delle imprese dell'Eurozona) la ripresa auspicata rischia di essere vanificata.

E' questa la spirale in cui si trova la moneta unica, evidente da quello che ci dicono i numeri dei mercati finanziari. L'euro è considerata una asset class più rischiosa di dollaro, franco svizzero e yen giapponese. Pertanto, quando cresce l'appetito al rischio dei mercati finanziari (come negli ultimi mesi quando Piazza Affari è salita del 20%) l'euro tende a rafforzarsi rispetto ad altre valute.

Peccato, che quando si parla di monete, un apprezzamento non è detto che sia sempre un bene. Allontana sì i pericoli di un'inflazione eccessiva ma concretizza la difficoltà per le industrie di esportare e di rimpolpare il fatturato all'estero, in Paesi che utilizzano valute differenti che, con  un euro apprezzato, devo sborsare più valuta locale per comprare bene del Vecchio Continente.

In questo nuovo round di guerra valutaria come al solito le banche centrali provano a svalutare la propria moneta per guadagnare competitività. E la Bce da questo punto di vista non sta facendo granché, anche perché non può sparare le stesse cartucce che hanno a disposizione la Federal Reserve, la Bank of Japan, la Banca d'Inghilterra e la Banca centrale svizzera (per citare le più importanti).

Questa è un altro enigma da risolvere per chi regge, a Bruxelles, le redini dell'euro.

Approfondimento l'euro che sale allontana la ripresa sul Sole 24 Ore