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Monti: “obiettivo spread a 287”. Un errore servire una soglia ai mercati

Sarà la vittoria di Bersani? Oppure. a confondergli le idee, è stato lo sbarco – proprio oggi – del papa su twitter? Sta di fatto che che il premier "semi-tecnico" Mario Monti oggi è caduto su una buccia di banana. Nel corso di un incontro con il premier francese Francois Hollande ha preso atto del forte strappo al ribasso dello spread tra BTp e Bund, tornato sotto 300 punti (a quota 292). Il rendimento dei BTp decennali è sceso al 4,4%, il livello più basso degli ultimi due anni. E, prendendone atto, ha detto, stuzzicando i giornalisti presenti in una sorta di indovinello, che il suo obiettivo è pero quota 287. Come mai? Perché 287 è l'esatta metà di quel livello a 574 punti a cui viaggiava il differenziale quando è iniziata la sua avventura di governo.

Preso dalla voglia di elogiare il suo mandato – che in termini finanziari ha avuto al momento un buon riscontro ma piange se si guardano, perlomeno nel breve periodo di 12 mesi, i paramentri reali come disoccupazione, Pil e compagnia bella – Monti ha dimenticato una regola (non scritta) dei mercati finanziari. Mai dare una soglia. Perché si offre agli investitori (fra i quali ci sono anche molti speculatori) un appiglio in più per muoversi (o per restare fermi annullando eventuali spinte al rialzo o al ribasso).

Nello stesso errore cadde un anno fa Bankitalia quando dichiarò, proprio nei giorni in cui lo spread saliva su livelli preoccupanti, che l'Italia è un Paese solido, in grado di sostenere anche uno spread di 800 punti. Peccato che lo spread sui titoli a due anni si indirizzò poi prorio verso quella soglia, superando anche i 700 punti base.

Non bisogna dare soglie ai mercati. D'accordo. Monti lo avrà fatto oggi più perché preso da motivi autoreferenziali (un po' di lodi dopo che i sondaggi lo danno in netto calo di consensi ci possono anche stare) o comunque per spirito di boutade, ma è comunque caduto su una buccia di banana. E bella grossa.

Perché in questo momento più che mai è sbagliato fissare un limite. C'è un ritrovato interesse sui titoli di Stato della periferia. Da quando Pimco, il primo gestore di fondi obbligazionari del pianeta, ha dichiarato di preferire bond di Italia e Spagna a quelli di Francia e Germania, i prezzi dei BTp hanno ripreso a salire e con essi i rendimenti (che si muovono in modo inversamente proporzionale) a scendere.

A questo punto nessuno sa se Pimco o altri investitori abbiano intenzione (e fino a che punto) di continuare a preferire i BTp ad altri bond, ma certo indicare come limite quello di 287 (peraltro vicinissimo ai 292 raggiunti naturalmente dai mercati) sembra a tutti gli effetti un clamoroso autogol. Che da un "semi-tecnico" come Monti forse nessuno si sarebbe aspettato. Ben peggiore di quello che risale a qualche mese fa, quando il premier allievo nel professore Tobin si lasciò scappare al Wall Street Journal che senza di lui lo spread sarebbe arrivato a 1.200.