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Investitori Usa e l’incubo tasse. Dal 2013 si passa dal 15% al 43%

Gli investitori statunitensi seguono da vicino le elezioni presidenziali del 6 novembre. C'è incertezza su chi tifare. Il repubblicano Romney resta un repubblicano (e quindi tendenzialmente piace più ai mercati) ma si è espresso in modo sfavorevole alle manovre di quantitative easing del governatore della Fed, Ben Bernanke (manovre che tendenzialmente piacciano ai mercati). Obama è un democratico (quindi in teoria piace meno agli investitori) ma nel quadrienno del suo primo mandato Wall Street è in positivo. Per chi tifare quindi?

Il nodo però è un altro. E si chiama "fiscal cliff", la "rupe fiscale" in cui imprese e famiglie statunitensi rischiano di cadere a gennaio 2013, quando scadono gli sgravi fiscali elargiti prima da Bush e poi prorogati dallo stesso Obama.

Se il nuovo presidente non affronterà di petto la questione da gennaio ci saranno più tasse da pagere negli Stati Uniti. La tassa sui dividendi azionari aumenterà dall'attuale 15% al 43%. Per questo motivo, nel dubbio, molte aziende stanno anticipando i dividendi elargendo cedole straordinarie entro il 31 dicembre. Per questo motivo traders e stock pickers sono a caccia dei nomi di queste società, da acquistare prima dell'annuncio del dividendo, per provare a regalarsi un regale di Natale. Con tutti i rischi del caso.