Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Cina e Russia insieme con una nuova agenzia di rating per sfidare le tre sorelle

I punti deboli finora sollevati sulle agenzie di rating sono sostanzialmente tre:

1) il mercato è appannaggio, per il 90%, delle tre più grandi agenzie di rating statunitensi, ovvero S&Poor's, Moody's e Fitch;

2) queste agenzie, da molti ribattezzate come le tre sorelle, sono finite spesso sotto accusa per aver affibiato giudizi positivi sulla sostenibilità finanziaria di imprese che invece, alla conta dei fatti, sono poi andate in crac. L'elenco è lungo. Ma basti ricordare molte web company ai tempi della bolla della new economy, la statunitense Enron, l'italiana Parmalat fino ad arrivare, nel 2008, ai derivati sui titoli subpribe e alla Lehman Brothers;

3) il conflitto di interessi in cui queste agenzie operano in quanto in molti casi vengono pagate dalle stesse società per cui emettono rating.

Come si risolvono questi problemi? Certamente riformando la finanza statunitense (cosa che in quattro anni di amministrazione il presidente Barack Obama non è riuscito a fare nonostante fosse uno dei cardini della campagna elettorale che lo ha portato alla Casa Bianca nel 2008) e rendendo più competitivo e trasparente il mercato dei rating.

Su questo secondo punto in molti spingono per la creazione di un'agenzia di rating europea, che possa in un certo qual modo fare da contraltare allo strapotere statunitense. Ma l'Europa non ha ancora preso nessuna decisione in tal senso congelata tra veti e immobilismi dei Paesi aderenti (che novità!). 

Qualcosa s'è mosso, invece, in Oriente. L'agenzia cinese Dagong e quella russa RusRating hanno deciso di unire le proprie forze per creare una nuova agenzia di rating mondiale. Per fare questo hanno chiesto una mano anche alla Egan Jones ratings, piccola agenzia statunitense, autorizzata dalla Sec al 2007, che ha dimostrato di operare in controtendenza rispetto alle tre sorelle, con valutazioni differenti, a parità di impresa o Stato finito sotto osservazione.

La Universal rating group – questo il nome della nuova agenzia di rating mondiale dell'asse cino-russo – fa sapere che non rappresenterà "gli interessi di alcun Paese o gruppo in particolare" e "fornirà un'informazione imparziale in materia di valutazione dei mercati internazionali di capitale". E che imposteranno le valutazioni su criteri differenti rispetto alle tre sorelle, che a detta della Dagong hanno danno troppo peso a criteri come la privatizzazione e la liberalizzazione dei mercati a detrimento della capacità del Paese di creare valore.

La distanza sui giudizi è, già adesso, abissale. Ad esempio secondo la Dagong (nata nel 1994) gli Stati Uniti hanno rating A, lo stesso livello di Sud Africa e Russia. Mentre per Moody's e Fitch gli Usa sono da tripla A e per S&Poor's appena sotto (AA+).

Nell'ottica della competizione e della diversificazione la nascita della Universal group ratings potrebbe essere anche positiva. A patto che i giudizi non assumano una valenza "geopolitica" innescando, dopo quella delle valute, una guerra nei rating.

Approfondimento agenzie di rating sul Sole 24 Ore