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Tra Esm ed Efsf spunta adesso l’Eccl. Gli impossibili acronimi a cui è legato il futuro della Spagna (e dell’Europa)

Sui mercati finanziari sembra tornato il sereno, almeno per il momento. Lo spread tra BTp e Bund è sceso sotto 330 punti. E soprattutto, lo spread tra Spagna e Germania è sceso sotto 400 punti. Ed è la Spagna il Paese da osservare con più attenzione in questo momento. Quello che dovrà necessariamente ricevere altri aiuti europei per reggere il peso dei danni dello scoppio della bolla immobiliare e delle difficoltà del sistema bancario che ha puntato fitto sul real estate creando anche società ad hoc.

Che la Spagna abbia bisogno di aiuti, quindi, non c'è dubbio. Il punto si è spostato sulle modalità di intervento. Fino ad oggi si è dato per scontato che la Spagna attivasse il meccanismo previsto dal fondo salva-Stati Esm (European stability mechanism, che sostituirà il vecchio Efsf). Un meccanismo che prevede la contestuale firma del Paese che chiede formalmente aiuto di un "memorandum of understading" sui conti. Memorandum che secondo quanto ribadito anche dallo stesso governatore della Bce Mario Draghi prevede "rigide condizioni".

Ed è questo il motivo per cui il premier spagnolo Mariano Rajoy ha sinora temporaggiato, evitando di attivare il fondo salva-Stati (che presta soldi alle banche e compra bond sul mercato primario frenando gli spread sul nascere) e del collegato scudo anti-spread (che compra bond sul mercato secondario sempre con l'intento di bloccare gli spread).

E, a quanto pare, ha fatto bene. Perché nella sfilza degli acronimi impossibili della macroeconomia ne è spuntato un altro: Eccl, ovvero Enhanced conditions credit line" (linea di credito più ampia). Si stanno infatti intensificando le voci che la Germania sarebbe disponibile a dare l'ok per una nuova forma di aiuti alla Spagna che non passi attraverso le rigide condizioni del fondo Esm ma attraverso condizioni più morbide dell'Eccl. Anche l'Eccl prevede un memorandum of understanding, ma sarebbe meno rigoroso e invasivo sui conti pubblici rispetto a quello previsto dall'Esm.

Ed è per questo motivo che sui mercati nelle ultime sedute sembra tornato il sereno, con un po' più di appetito al rischio.