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L’Italia non è il brutto anattrocolo dell’Europa. Nella (vera) classifica del debito si scopre un bel cigno

Il premio Nobel per l’Economia Roberto Mundell ha recentemente definito l’Italia come “la minaccia più grande per l’economia di Eurolandia”. Forse si sarà soffermato esclusivamente su quello che è il vero tallone d’Achille dell’Italia: il debito pubblico. Siamo ormai quasi a 2mila miliardi di dollari che vanno rapportati purtroppo a Pil decrescente (quest’anno il Prodotto interno lordo di 1.580 miliardi registrato a fine 2011 dovrebbe arretrare del 2,4% secondo le ultime stime). Ne consegue che il parametro principe che viene considerato da quelli di Maastricht, Bruxelles e compagnia bella, ovvero il debito/Pil è destinato a decollare ulteriormente passato dal 120% al 127%.

Se si esclude la Grecia, si tratta del debito/Pil più alto d’Europa. Nel mondo solo il Giappone fa peggio (nel 2013 potrebbre raggiungere la soglia record del 236%). Eppure Tokyo paga interessi reali sul debito vicino allo zero, così come Germania, Stati Uniti, Inghilterra. Mentre l’Italia viaggia con uno spread di oltre 350 punti base rispetto alla Germania, considerato il livello di eccellenza dell’economia europea.

L’economia è fatta di numeri, ma molto spesso anche di convenzioni. Cosa cambierebbe se per convenzione si iniziasse a guardare stabilmente a un altro parametro, ovvero quello del debito aggregato? Questo parametro tiene conto sia del livello di indebitamento dello Stato, ma anche di famiglie e imprese, gli altri due attori in campo nell’economia di un Sistema Paese.

Se fosse questo il nuovo parametro l’Italia si trasformerebbe da brutto anattracolo in un bel cigno. Perché il tasso di indebitamento di famiglie e imprese è inferiore a quello di Germania, Francia, Stati Uniti, Inghilterra e via dicendo.

Cambiando la formula si scoprirebbe che l’Italia ha un debito aggregato (Stato+famiglie+imprese) del 315% rispetto al Pil, contro il 471% del Giappone, il 466% del Regno Unito, il 366% della Spagna, il 323% della Francia. E gli Stati Uniti e la Germania, considerato oggi dai mercati e dalle istituzioni più virtuose dell’Italia, sono lì vicino con un debito aggregato rispettivamente del 296% e del 285% (guarda la classifica del debito aggregato di Usa, Giappone e Paesi Ue).

L’Italia si scopre un bel cigno considerando il suo punto di forza. La ricchezza netta delle famiglie si attesta a 8.800 miliardi di euro, cinque volte il Pil e quattro volte il debito pubblico. Un valore che, forse, da qualche parte dalle parti di Maastricht e dintorni, andrebbe finalmente considerato.

Ulteriori approfondimenti sul Sole 24 Ore (debito Europa).

  • eleonora41 |

    qualche volta ho dei dubbi sulle percentuali . mi dite che il debito pubblico ci ammazza.ora perchè non ridurlo ? la gente lo chiede , ma a quanto pare da napolitano , a monti e congrega di imbelli , ai magistrati tutti in compagnia ed in odore di latrocinio , oltre i 1000 onorevoli , si fa per dire , attualmente in carica , oltre ovviamente alle vedove , ai personaggi tipo monti ex presidenti della repubblica che non hanno avuto il buon gusto di andare fuori dai piedi e rinunciare alle loro laute prebende ,italia non è un cigno , diciamo che all’estero rubano meno , hanno avuto un cambio moneta / euro molto intelligente , e poi chi ha voluto farci entrare in europa , e non diciamo le solite baggianate per bambini idioti . stia bene vito lops

  • makkapakka |

    Ma la volete piantare voi giornalisti e non di dire che la ricchezza delle famiglie italiane è il punto di forza di questo paese…
    E solo perchè come dice “qualcuno”…Gli Italiani sono ricchi perchè hanno “case”…Già, però…Non hanno CAPITALI!
    E senza capitali come si fa a convertire questa fantomatica “ricchezza” in risorse?
    Rimane solo quello, una finta “ricchezza”.
    Comunque, forse sarà vero che tante famiglie hanno la casa ma perchè l’hanno ereditata o perchè hanno il mutuo e cioè un debito…
    E’ da decenni che in questo paese non si crea una nuova e vera ricchezza generazionale, ricchezza “fresca”, e ormai con la crisi i presunti risparmi delle generazioni precedenti cominciano già a consumarsi.
    E un’ultima parola sull’indebitamento delle famiglie…Basta vedere in giro il proliferare come funghi negli ultimi anni delle agenzie private di credito al consumo…Questo vuol dire che un “mercato” c’e e che gli italiani stanno abbandonando i canali tradizionali del credito…le banche!
    Se l’Italia si trova ridotta comè adesso è perchè un motivo c’e in realtà e non perche è un “capriccio” dei mercati come tutti vogliono far credere e fare finta che è

  • Marco |

    L’Italia potrebbe essere la numero 1 d’Europa, se solo lo volesse, ma sembra non averlo mai voluto.
    Bisogna guardare in faccia la realtà, una realtà incominciata 150 anni fa e perdurata fino ad oggi che ha fatto più danni che altro.
    Una realtà fatta di discriminazioni, di emigrazione, di razzismo, di differenze, di sofferenze, di due guerre mondiali nel mezzo e poi la ripresa solo per una parte di paese e così non si cambia mai… le mafie lasciate governare nel sud che adesso stanno prendendo anche il nord, uno Stato troppo debole e assente una politica vergognosa, partiti secessionistici lasciati liberi di parlare, ed anzi, vergognosamente fatti entrare in Parlamento.
    Questa è l’Italia.
    Questa è stata l’Italia fino ad oggi.
    Vi piace questo paese? Vi piace questo stato di cose?
    A me no, fa sinceramente solo rabbia e nervoso.
    L’Italia può cresce e divenire la numero 1 ma deve guardare in faccia la propria realtà ed avere la forza di cambiare, altrimenti non c’è futuro per questo paese.
    Si vuole crescere e diventare una potenza europea?
    E allora la soluzione è una ed una soltanto: Risanare il Sud, portarlo alla pari economica del Nord.
    Solo così un paese unito può crescere.
    Fermare l’emigrazione meridionale al nord e adoperare tutta quella forza al sud.
    Basta con lo stato coloniale dei Savoia che è perdurato anche in Democrazia.
    O l’Italia (del nord) capisce che si cresce solo insieme è che è giunto il momento di fare sul serio e riparare ai propri errori… oppure che futuro c’è per l’Italia?
    Che futuro c’è per l’Europa?

  • Kobayashi01 |

    Andrebbe senz’altro considerato, prima che le politiche neoliberiste in atto erodano quegli 8800mld e favoriscano la concentrazione nelle mani di pochi di quello che resterà..

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