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Le banche centrali del mondo sono in guerra

"E' in corso una guerra delle valute". Lo ha detto il ministro delle Finanze del Brasile, Guido Mantega. Fu lui a coniare per primo l'espressione "guerra delle valute", o "currency war" per dirla all'inglese protestando contro le manovre di quantitative easing della Federal Reserve. Manovre di allentamento monetario attraverso cui la Banca statunitense ha stampato moneta e con questa acquistato titoli di Stato (o altre tipologie a seconda della manovra) con l'intento di dare una boccata d'ossigeno al credito a famiglie e imprese e di indebolire contestualmente il dollaro (favorendo così un aumento delle esportazioni).

La prima manovra che rientra nell'orbita dell'attuale crisi – scoppiata nel 2007 con il crack dei derivati subprime – è stata varata nella primavera del 2009. La seconda nell'autunno del 2010 la terza il 13 settembre scorso quando il governatore Ben Bernanke ha annunciato che la Fed acquisterà obbligazioni legate ai mutui (aprendo difatti la strada a una nuova pericolosa ondata di mutui subprime di cui scriverò in un post la prossima settimana) all'intensità di 40 miliardi di dollari al mese, fino a quando lo reputerà necessario. Le prime due (ma anche la terza da quando sono circolati i primi rumors a luglio) hanno avuto l'effetto desiderato: indebolire il dollaro (come dimostra questo grafico sul deprezzamento del dollaro negli ultimi tre anni)

Il Brasile non ci sta. Con il real che si è già rivalutato del 7,8% nei confronti del dollaro da inizio anno, attacca gli Stati Uniti accusandoli di scatenare una guerra valutaria. E, di conseguenza, una guerra tra le banche centrali di tutto il mondo per difendere le rispettive valute (con la strategia di farle deprezzare per esportare di più).

Alla manovra della Fed ha fatto seguito una manovra della Banca del Giappone che ha potenziato il programma di acquisto di titoli di Stato di altri 100 miliardi di euro. Mentre la Bce, che al momento per statuto non può stampare moneta, si gode lo scudo anti-spread varato da Draghi (acquisto di bond ma non attraverso nuova moneta, bensì sterilizzando l'ammontare spingendo gli istituti di credito a parcheggiare per tempi più lunghi i propri depositi nel fortino della Bce). Ma secondo gli esperti arriverà al punto, in questa nuova guerra di valute (e di banche centrali) che anche la Banca centrale europea non potrà fare a meno di stampare moneta. E allora sì che sarà dura convincere la Germania.

Approfondimento guerra-valute sul Sole 24 Ore

  • Samuel |

    Le economie occidentali, che prima avevano combattuto una guerra est contro ovest (Guerra Fredda), adesso devono vedersela con le potenze che risalgono dal sud del mondo: Brasile e Cina su tutti. Nord vs sud..e la gente onesta, indebitata, in mezzo.

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