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Mal di spread: le imprese d’Europa si spaccano in due

Non solo in Italia. Anche in Europa si sta delinenando una netta distinzione tra Nord e Sud. Gli Stati con i rating (giudizi sulla solvibilità del debito) più alti sono posizionati a Nord (si pensi a Norvegia, Germania, Austria, Olanda). Quelli con i rating più trballanti (hanno subito tagli negli ultimi mesi con previsioni di ulteriori tagli) sono a Sud. Si pensi alla collocazione geografica di Grecia, Spagna, Portogallo. Fa eccezione l'Irlanda, che si trova a Nord, e che ha fatto ricorso agli aiuti della Troka (Ue-Bce-Fmi) e che si sta rimettendo sulla retta via (grazie agli aiuti o alla fiscalità di favore per le imprese che pagano tasse del 12,5%?).

In ogni caso la distinzione tra Nord e Sud Europa è netta. E rischia di delinearsi ancor di più se si considera il tessuto differente in cui operano le imprese. Secondo i dati della Banca centrale europea per un prestito fino a 1 milione di euro da rimborsare entro cinque anni (il finanziamento tipico a cui accede una piccola-media-impresa) le imprese spagnole pagano il 6,5% di interessi in media. Quelle italiane il 6,24%. Mentre le imprese tedesche pagano il 4,04%.

Sarà anche conseguenza del mal di spread (quello finanziario tra i titoli di Stato) ma resta il fatto che se questa sono le fondamenta su cui si stanno gettando le basi dei nuovi Stati Uniti d'Europa da più parti acclamati, il Sud è destinato a diventare il triste acronimo di States under developed.

Approfondimento imprese e tassi sul Sole 24 Ore