Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Una sola verità: pazzesca volatilità

Quello che è successo oggi sui mercati finanziari è l'ennesima riprova che la vera regina dell'attuale assetto finanziario è la volatilità (altissima). A capo della quale risiede il solito oligopolio di grandi investitori e fondi speculativi.

E in questo senso le dichiarazioni all'aria fritta (a cui non seguono i fatti) dei vertici istituzionali fanno da strepitosa spalla a chi guadagna con la volatilità.

Nei giorni scorsi prima Draghi e poi la Merkel hanno rassicurato sull'euro, sul fatto che la moneta è stata creata per durare e che non c'è all'orizzonte nessuna dracma o un'uscita di uno dei 17 Paesi dell'area. Hanno detto che l'Eurozona e la Banca centrale europea faranno di tutto per tenere in auge l'euro.

Frasi che hanno spinto le Borse in rialzo e raffreddato gli spread. Bene. Oggi, invece, primo giovedì del mese, il consueto direttivo della Banca centrale europea ha fatto marcia indietro. "Nessun acquisto di titoli di Stato da parte della Bce". Il risultato? Nuovo crollo per le Borse. Ma soprattutto nuova pazzesca volatilità con gli indici azionari che si muovono ormai sui livelli di warrant e titoli derivati con scostamenti quotidiani che agevolmente oscillano tra il +5% e il -5%.

In questi picchi emozionali i piccoli investitori (meno attrezzati mentalmente a gestire situazioni del genere) vendono (o comprano nei momenti sbagliati) facendo il gioco dei soliti grandi investitori a cui il segno + o – dei mercati risulta indifferente, perché sono in grado di guadagnare sia quando la barca viaggia con il vento in poppa che quando affonda.

Ci vogliono davvero nervi saldi per restare a galla in questa tempesta finanziaria. Dove gli annunci di un giorno si rivelano inesatti il giorno dopo, oppure – come vociferano i più malevoli – bluff.

Al di là di palliativi e piccole contro mosse in difesa dell'Eurozona, l'unico annuncio che pare avere la forza di invertire questo trend è una riforma che compreda:

– Bce in grado di stampare moneta (al pari delle altre banche centrali dei Paesi che oggi guardano la crisi dall'alto)

– unificazione del debito dell'Eurozona

In questo modo la volatilità (e chi vi si arricchisce) sarebbe costretta a trovare un territorio più fertile dove colpire.