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I prezzi delle case scendono anche in Italia, con punte a -25%. Per la prima volta il mercato diventa elastico

Il mercato immobiliare itailano è anelastico, ovvero quando le cose vanno male i proprietari immobiliari preferiscono non vendere per non concretizzare una perdita secca o per non ottimizzare l'investimento fatto a suo tempo. E anche perché la casa per molti non è un investimento su cui speculare ma il bene prezioso della vita (l'Italia è il Paese europeo con la più alta percentuale di proprietari, superiore all'80% della popolazione adulta).

Questo è il quadro storico. Ma questa pazza pazza crisi finanziaria è in grado di fare breccia anche tra le abitudini più consolidate degli italiani. Perché gli ultimi dati sul mercato immobiliare – quelli che derivano dall'analisi delle perizie reali (e non da interviste e sondaggi che solitamente tendono a far vedere le cose in modo più appiattito) – è emerso un dato forte. Nel primo trimestre 2012 – secondo la banca dati creditizia Crif – il valore degli immobili in Italia è calato del 9,3% rispetto a 12 mesi prima. Si tratta del dato più forte degli ultimi anni, che io ricordi.

Un calo così vistoso indica che il mercato del real estate italiano si è paradossalmente evoluto ed è diventato più elastico. Quanto a volatilità, non siamo certo ai livelli degli Stati Uniti, dove negli ultimi due anni in Florida il costo delle case ha subito un'escursione al ribasso anche superiore al 50%. Ma certo si tratta di percentuali significative, nuove per l'Italia.

Che da un lato preoccupano ma dall'altro, estendendo un po' lo sguardo, possono essere lette anche con toni non drammatici. Un ritracciamento fisiologico delle quotazioni potrebbe far ripartire lo stesso mercato immobiliare (oggi congelato da tempi di vendita superiori agli 8 mesi) e dare nuova linfa all'economia. Perché, nel circolo vizioso dell'economia, il mattone gioca un ruolo rilevante, al pari dell'occupazione e dei consumi.

Il mercato è diventato più elastico ma resta ampiamente frammentato se si analizza l'andamento dei prezzi del mattone nelle principali metropoli. A Milano il calo è netto (-12%) mentre Roma tiene (0) e Torino addirittura registra un apprezzamento (+8%) che però non basta a tenere in positivo le quotazioni del Piemonte dove in media i prezzi delle case valgono il 12% in meno rispetto a un anno fa.

Il calo del mattone in Italia, su queste nuove proporzioni, è un dato molto forte anche perché depurato da fattori emotivi. A differenza dei titoli mobiliari (azioni, titoli di Stato, etc.) , le cui oscillazioni sono pubblicate ogni giorno sui giornali, i prezzi del mattone non hanno un bollettino quotidiano. Quindi molti proprietari vivono nella felice illusione che la loro casa non si sia svalutata o, magari si sia molto apprezzata dal giorno dell'acquisto. Il fatto di non conoscere con esattezza il valore in tempo reale del proprio immobile, in fasi discesiste come quella attuale, protegge da ulteriori ribassi perché evita che scatti quell'effetto panico, tipico invece delle Borse. Ed è proprio in quel momento che molti piccoli (più emotivi) perdono mentre i grandi investitori (più freddi) fanno i più grandi affari sui mercati finanziari.

  • Samuel |

    ..ecco, appunto! Le case sono più economiche dove la gente non le compra: una banale legge di mercato. Da quanto si evince dal mercato Roma tiene botta e Torino addirittura fa registrare un rincaro dell’8%. Che senso ha comprare e investire in città quando non esiste nulla sotto i 250 mila euro, soldi con i quali al massimo ci si permette un bilocale. Se le compri fuori invece, vai lontano dal fulcro del lavoro (università, aeroporti, ministeri, ospedali) e ne paghi in trasporti, tempo e stress. Ieri leggevo sempre sul sole24ore un articolo riguardo le agevolazioni sui mutui alle giovani coppie. Anche qui solo storie e tante chiacchiere. Se non si hanno consistenti risparmi, inutile chiedere alle banche..niente finanziamento, ma tanta umiliazione.

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