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Draghi taglia a 0 i tassi sui depositi. Il rischio che l’Europa cada nella trappola della liquidità. Come il Giappone

Il governatore della Bce Mario Draghi ha ieri abbassato il tasso di riferimento allo 0,75% (che pagano le banche alla Bce per ottenere soldi in prestito) ma ha anche azzerato il tasso sui depositi (che la Bce paga alle banche che parcheggiano la liquidità a Francoforte). Ne consegue che dai prossimi giorni le banche europee saranno meno incentivate a depositare soldi presso la Bce. Un'abitudine in crescita che nelle ultime settimane viaggiava al ritmo recorda da 800 miliardi di euro al giorno.

Dopo questa mossa, dove andrà questa liquidità? Le banche decideranno di re-immetterla nell'economia reale oppure preferiranno il tasso zero piuttosto che rischiare di pescare asset allocation rischiose? Oppure si rifugeranno nel Bund compromettendo l'andamento degli spread tra il rendimento dei titoli tedeschi e i titoli periferici (spread che aumentano sia quando ci sono vendite di titoli periferici ma anche acquisti di Bund)?

Se le banche non re-immetteranno i soldi nell'economia reale – cosa che ahinoi sembra poco probabile a detta delle opinioni degli analisti – c'è il rischio che l'Europa cada in una sorta di trappola della liquidità. Sulla falsariga dello stagno in cui annaspa da anni il Giappone. Perché in questo momento ci troviamo in una fase in cui la banca centrale immette liquidità per provare a tenere a bada i mercati ma le banche che ricevono questa liquidità a tassi agevolati (come nelle due ultime operazioni Ltro) non sono in grado di innervarle a imprese e famiglie (economie reale) perché le condizioni patrimoniali per far girare i soldi sul mercato interbancario (checché indichi un Euribor ci si augura non artatamente abbassato) non lo consentono.

Approfondimento trappola liquidità sul Sole 24 Ore

  • Michele B. |

    Sono d’accordissimo con “Tantopertanto”. Temo che le banche siano sempre più un ente inutile, perché autoreferenziali. Personalmente, e non è per pubblicità ho provato anche a dire la mia a proposito http://www.5avi.net/11530/2012/07/la-filiera-corta-del-risparmio-e-del-credito-44/

  • tontoperonotanto |

    Sono capperi amari per le tante daniele e i danieli.. Pero non per banchieri & bancari, politici, economisti, esperti, opinionisti, speculatori, brokers, traders, derivatives-men e chi più ne ha, più ne metta.. Tutta gente che invece ci campa sui tanti problemi che ha contribuito a creare, o a non risolvere..E intanto continua ormai da anni la “decrescita infelice”.. Insomma capperi amari per tanti.. E pingui emolumenti, redditi, profits, fringe benefits ecc. ecc. per il solito piccolo numero.. Ossia per coloro che nella Fattoria sono più uguali degli altri.. Parafrasando Voltaire: “Continuate, continuate, qualcosa resterà..” O, ad un certo punto, forse no? Per nessuno. Non più soldi, nè salute, nè pace..
    Wait and see.

  • daniela |

    si e vero che l euribor e sceso ma perche non parlate dello spred che e arrivato a 3
    e quasi tutti che hano contatato un mutuo variabile prima dell 2006 con uno spred di 1-1,20 che in quell periodo era tanto cercando di intrerompere per un anno il pagamento dell mutuo la banca ti cambiava subito lo spred se no non ti accetava di intrerompere ho negoziare e cosi adesso sono in tanti che pagano uno spred de 3-4
    allora io dico che per uno che a un mutuyo variabile non e che cambia tanto invece per le banche anche se e crisi guadagna di piu(in questa situazione sono io avevo un mutuo e pagavo 1,20 lo spred ho dovuto intrerompere per un anno per problemi finanziari e adesso mi trovo con uno spred di 2,40 che significa 200 euro in piu al mese alla rata )….

  • carl |

    Nulla da eccepire sul fatto che la BCE contrasti i “parcheggiatori abusivi”..:o) Anzi.
    Ma evidentemente non basta.
    Quanto all’indotto mediatico rappresentato dai commentatori professionisti (voi giornalisti retribuiti..:o) è che citino e ricitino inutilmente la solita espressione keynesiana e cioè che: “Il cavallo non beve…”
    Keynes purtroppo è morto.. Certo Keynes non era dio, ma era un buon economista.. “avis rara”.. anzi rarissima.. Ma il bello (e che raramente viene detto) è che, sostanzialmente, neppure l’hanno ascoltato. E quando gli hanno dato qualche retta, lo hanno fatto male..
    Il che a questo mondo è “momneta corrente”… amen

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