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Mutui dopo il taglio dei tassi Bce

Uno degli strani effetti di questa pazza pazza crisi dei debiti sovrani è che la maggior parte dei mutui a tasso variabile sottoscritti in Italia (circa il 98% dei contratti in essere) è indifferente a un eventuale taglio dei tassi di interesse da parte della Banca centrale europea.

Taglio che dovrebbe arrivare – secondo le previsioni degli analisti – oggi alle 13.45 direttamente dalla sede di Francoforte dove si riunirà, come ogni primo giovedì del mese, il consiglio direttivo della Banca centrale europea. Il consensus indica che il taglio dovrebbe essere di 25 punti base. Dall'1% allo 0,75% quindi. Se così fosse sarebbe comunque una notizia storica dato che da quando esiste l'euro il tasso ufficiale di riferimento non è mai sceso sotto l'1%.

Come può questa notizia impattare sulle rate dei mutui? Bisognerà vedere l'andamento degli Euribor, che però già volano più basso rispetto al tasso Bce. Gli Euribor sono gli indici di riferimento in Italia per i mutui a tasso variabile è principalmente l'Euribor (nella versione a 1 mese e a 3 mesi). Ed è questo l'indice che fa fede per il calcolo delle rate. Il tasso Bce fa invece fede per quella nicchia di mutui direttamente agganciati al tasso Bce che resta nell'orbita del 2% del totale, se non inferiore. Una nicchia rilanciata a inizio 2009 dal governo con il decreto "anticrisi" (n. 185 del 29 novembre 2008) che ha imposto alle banche di inserire nel bouquet questo prodotto. Questo perché a quei tempi gli Euribor hanno avuto una forte impennata superando il valore del tasso della Bce e questo ha spinto il governo a offrire una via di protezione per i mutui a tasso variabile. Si è trattata però di un'impennata dalle gambe corte. Dopo pochi mesi l'Euribor ha inanellato un trend al ribasso che lo ha portato oggi molto più in basso rispetto al tasso Bce, rendendo i "mutui Euribor" nettamente più convenienti rispetto ai "mutui Bce".

Basti pensare che l'Euribor a 1 mese viaggia intorno allo 0,36% mentre l'indice a 3 mesi intorno allo 0,64%. In ogni caso si tratta di valori già inferiori a quello 0,75% su cui potrebbe essere oggi posizionato il tasso Bce. Perché gli Euribor si sono mossi in anticipo, scontando prima eventuali tagli futuri dei tassi.

Le rate sui mutui agganciati al tasso Euribor stanno già beneficiando di questo e pertanto saranno indifferenti (salvo che per la nicchia di prestiti correlati direttamente al Bce) a un'eventuale manovra espansiva sui tassi che Draghi potrà annunciare oggi.

Da gennaio, mentre il tasso Bce è sempre stato fermo all'1%, l'Euribor a 1 mese è crollato di 66 punti base (0,66%) mentre il "fratello" a 3 mesi è diminuito di 72 punti base (0,72%). In pratica, mentre le rate dei "mutui bce" non si sono mai mosse, quelle dei "mutui Euribor" sono già drasticamente calate scontando circa tre tagli di tassi da 25 punti base.

Su un mutuo da 150mila euro da rimborsare in 25 anni, la rata di agosto costerà 65 euro in meno rispetto a quella di gennaio (circa 780 euro di risparmio proiettato in 12 mesi). Indipendentemente da quella che sarà oggi la decisione di Draghi sui tassi. Trattasi dell'ennesimo paradosso (in questo caso positivo per chi ha un mutuo a tasso variabile) di questa pazza pazza crisi.

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  • Stefania |

    Interessante il fatto che Bce abbia apportato una riduzione dei tassi….ma avete notato che le nostre banche, ad esempio Intesa Sanpaolo ha immediatamente alzato lo spread di 0,10%, passando su un mutuo a 20 anni da 3,00 a 3,10…e purtroppo quello non cambia resta fisso per tutta la durata del mutuo.

  • Vito Lops |

    1. In questa fase i tassi Euribor (come peraltro storicamente salvo una breve parentesi nel 2008 a seguito del fallimento di Lehman Brothers) gli indici Euribor (in particolare quello mensile) sono più bassi del tasso Bce. I dati statistici quindi indicano che sarebbe finanziariamente più conveniente optare per un mutuo Euribor piuttosto che un mutuo Bce (per quanto quest’ultimo sia potenzialmente più stabile)
    2. E’ vero: l’Irs è ai minimi storici, pertanto è probabile che in futuro (una volta, e ci si augura quanto prima, superata la crisi dell’Eurozona) gli Irs salgano un po’. L’oggetto della surroga/rinegoziazione futura però dovrebbe essere incentrato sulla riduzione dello spread applicato sul mutuo, che adesso viaggia su livelli altissimi, a causa della crisi interbancaria. Se la crisi rientra, e salgono quindi anche gli Irs, è ipotizzabile di converso una riduzione degli spread. Quindi i mutui di surroga potrebbero inglobare Irs più alti ma spread decisamente più bassi. Ed è bilanciando tra questi due valori che si potrà determinare in seguito l’eventuale convenienza di una surroga (con un altro istituto) o proposta di rinegoziazione (con la stessa banca)

  • Nadia |

    Salve, sto per sottoscrivere un mutuo, e mi piacerebbe sapere le sue opinioni in merito a due miei dubbi:
    1. può essere più vantaggioso sottoscrivere un mutuo variabile agganciato al tasso BCE invece che all’Euribor?
    2. per una serie di motivi mi pare di capire che la scelta più conveniente al momento sia il tasso variabile, tanto si può sempre surrogare e passare eventualmente al tasso fisso; ma mi chiedo: nel momento in cui inizieranno a salire i parametri di riferimento dei mutui a tasso variabile, non sarà salito anche l’IRS? Cambiare a quel punto non significherebbe dover accettare un tasso fisso più alto di quello di cui si può disporre oggi?
    Grazie mille.

  • Vito Lops |

    Salve Davide,
    stiamo parlando di un mutuo a tasso fisso quindi la ratal nel preventivo cambia in conseguenza delle oscillazioni degli indici Eurirs. Questi indici seguono indicativamente il rendimento del Bund tedesco. I rendimenti del Bund tedesco diminuiscono nelle fasi di tempesta finanziaria quando molti investitori preferiscono rifugiarsi in titoli considerati sicuri come il Bund tedesco. Comprando Bund, ne sale il prezzo e, di conseguenza, scende il rendimento che si muove in direzione opposta. Il rialzo nel preventivo della sua rata da giugno a luglio è probabilmente dovuto al mini-recupero dei mercati azionari nell’ultimo mese, con un un leggero aumento dei rendimenti del Bund. Da qui a fine mese sarà difficile capire come si muoveranno i mercati azionari e quelli obbligazionari (quindi il Bund). In ogni caso le consiglio di fare attezione anche alla data della stipula in funzione degli interessi di preammortameto tecnico. Se stipula il 2 agosto forse ne pagherebbe di più. Legga qui http://www.casa24.ilsole24ore.com/art/mutuo-casa/2012-06-20/data-rogito-cambia-rata-183650.php
    Per quanto rigurda il taglio dei tassi questo condiziona gli indici Euribor (quelli dei mutui a tasso variabile, che infatti stanno scendendo anticipando nuovi tagli) mentre gli Eurirs no

  • davide |

    salve sig. Vito
    devo stipulare un mutuo a tasso fisso(per vri motivi), a giugno la rata era di circa 741 mentre a luglio 761 secondo lei per il prossimo mese con il taglio del tasso la rata potrà ritornare intorno al valore di giugno?
    le faccio questa domanda perchè la stipula del mutuo è prevista per il 27 luglio potrei benissimo farla scivolare al 2 agosto!!!!

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