Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Chi pagherà per lo scandalo Libor? L’esperto: “I cittadini. E non comprate i titoli delle banche”

Lo scandalo Libor è costato a Barclays una sanzione da 290 milioni di sterline (450 milioni di dollari, 360 miloni di euro). Una maxi-sanzione ma la sensazione è che sia un ammontare inferiore ai potenziali danni causati dalla manipolazione degli indici Libor – il corrispondente inglese degli Euribor – dato che globalmente sono agganciati agli indici Libor oltre 300mila miliardi di dollari in contratti derivati. Per questo motivo è probabile che il giro di sanzioni coinvolgerà anche altre banche tra le 18 che complessivamente concorrono alla formazione dei Libor, espressi in 10 valute e in 15 scadenze, da 1 giorno a 12 mesi.

Oltre alle sanzioni bancarie, chi pagherà per questo scandalo che ancora, e una volta per tutte, indica che è urgente riformare la finanza globale (che ha generato sino ad oggi contratti derivati pari a 640mila miliardi di dollari, 14 volte il Pil del pianeta) con dei paletti che impediscano che un oligopolio di banchieri (le prime quattro banche americane hanno in pancia poco meno della metà del totale dei derivati in circolazione) governi la finanza, influenzi i mercati finanziari e direzioni inevitabilmente le sorti dell’economia reale?

Già, l’economia reale. A quanto pare lo scandalo Libor avrà ampie ricadute sui cittadini inglesi, molti dei quali potrebbero essere stati truffati dalla manipolazione dei Libor (nontanto quelli che hanno debiti e mutui visto che i Libor sono scesi ma in particolare quelli che hanno investimenti agganciati all’andamento dei Libor). Lo scandalo Libor potrebbe pesare anche sui risparmiatori che detengono quote di titoli bancari, sui quali secondo alcuni esperti non tira buona aria adesso.

In particolare, a parere di Michael Hewson, senior market analyst di Cmc arkets “nonostante molti commentatori stiano ricominciando a dire che è giunta l’ora di rientrare sui titoli bancari, riteniamo che ciò non sia consigliabile sia dal punto di vista dell’analisi tecnica che di quella fondamentale. Il settore bancario Uk ha un valore di mercato attualmente che è quattro volte inferiore ai prezzi del 2007 e quasi la metà rispetto al 2010, essendo ormai da 24 mesi sotto pressione a causa dei problemi del debito sovrano (di qui la sua esposizione a potenziali insolvenze: si calcola che a fine 2011 l’esposizione dell’intero comparto bancario Uk nei confronti di Spagna e Italia fosse di 90 miliardi di sterline)”.

“Lo scandalo sull’aggiustamento del tasso Libor non farà che aumentare le richieste di una maggiore sorveglianza dell’industria finanziaria, così come abbiamo già visto succedere nel 2008 e tutte le volte che viene scoperta una nuova truffa (le dimissioni del ceo di Barclays Diamond non sono che la punta dell’iceberg, presto verranno chiamati a discolparsi anche le autorità che avevano il compito di sorveglianza sui comportamenti dei singoli istituti), il che peserà ulteriormente sui bilanci delle singole banche e in ultima analisi sulla loro capacità di fare utili. Considerando altresì che le banche nazionalizzate come RBS e Lloyds saranno probabilmente chiamate anch’esse a versare sanzioni pecuniarie a seguito dei comportamenti sul Libor, saranno i cittadini britannici a  trovarsi nella situazione paradossale di dover anche pagare le multe dopo essere stati truffati. Per questo riteniamo che l’intero settore bancario rimanga altamente rischioso: regolamentazioni più stringenti, liti e possibili svalutazioni degli investimenti in titoli sovrani ne sconsigliano l’acquisto”.