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Tutti i dubbi sul piano salva-Spagna da 100 miliardi

Il G7 ha dato l'ok al piano salva-banche in Spagna con coperture fino a 100 miliardi di euro. In attesa di conoscere meglio i dettagli del piano (di cui si parlerà al prossimo Ecofin del 21-22 giugno) le notizie attualmente a disposizione aprono una serie di dubbi

– la crisi delle banche spagnole è legata al mercato immobiliare (gonfiato in bolla dalle stesse banche che hanno elargito crediti facili ai costruttori di palazzi, un quinto dei quali oggi è insolvente). Per questo motivo la stima massima potenziale di 100 miliardi potrebbe anche salire. Secondo alcuni analisti potrebbero servire 150 miliardi;

– il prestito sarebbe un tampone per ridare ossigeno a banche di un Paese che al momento ha perso credibilità sui mercati internazionali e di conseguenza ha un accesso al credito difficoltoso. Della soluzione, ovvero come risolvere la bolla immobiliare attualmente inesplosa (a differenza di quanto accaduto nel mercato più elastico degli Stati con prezzi crollati ed economia, dopo lo schock iniziale, ripartita) non v'è traccia;

– chi elargirà tecnicamente il prestito? Il fondo salva-Stati o l'European stability mechanism (Esm) che prenderà il via a luglio? Secondo gli esperti di Cmc markets se i fondi saranno presi dall'Esm tutti i creditori dell'area Ue avranno lo status di privilegiati e sarà difficile trovare le risorse per la Spagna perché gli investitori non vorranno correre il rischio di essere gli ultimi della coda in caso di un aggravamento della situazione del Paese.

– il prestito dovrebbe far salire il rapporto debito/Pil del 10%. Questo potrebbe tradursi in ulteriori manovre di austerity per la Spagna.

Anche se il premier Mariano Rajoy continua a dire che non si tratta di un salvataggio…

Approndimento in questo articolo piano salva-Spagna sul Sole 24 Ore