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Chi vince la sfida tra il BTp Italia 1 e il BTp Italia 2? Il BTp-i 3

Fino al 7 giugno è possibile prenotare il BTp Italia 2 in asta (sia attraverso lo sportello bancario ma anche da casa attraverso le piattaforme di home banking). Il lotto minimo è di 1.000 euro. La cedola minima fissata dal Tesoro è al 3,55%, ma potrebbe anche essere aumentata in corso d'opera. A questa cedola bisogna aggiungere poi il tasso di inflazione italiano portando il rendimento reale (3,55%) a livello nominale (maggiorato dell'inflazione). Nei primi mesi del 2012 l'inflazione in Italia si è attestata al 3,2% (ma è vista in calo nei prossimi anni). Il che lascerebbe ipotizzare un rendimento lordo ben superiore al 6% per il primo anno e inferiore negli anni successivi (in ogni caso siamo verso il 5% netto). A questo poi bisognerebbe anche aggiungere lo 0,4% (0,1% annuo) come premio fedeltà per chi mantiene il BTp in portafoglio fino alla naturale scadenza, e cioè fino a 4 anni.

Il rendimento effettivo netto si ottiene poi togliendo il 12,5% di ritenuta fiscale (sui titoli di Stato infatti si applica questa aliquota anziché il 20% previsto per conti di deposito, conti corrente, pronti contro termine, etc.).

Detto questo, come mai di fronte a un rendimento così allettante (il tasso di riferimento europero deciso dalla Bce viaggia all'1% e oggi il governatore Mario Draghi potrebbe addirittura portarlo ancora più giù,  manovra Bce) la domanda di BTp Italia dei primi due giorni è stata pari a un controvalore di 588mila euro, sei volte inferiore rispetto al primo BTp Italia lanciato lo scorso marzo?

Secondo gli esperti la motivazione di fondo non è tecnica. Semplicemente questo non è un buon momento per emettere dato che sui mercati, viste le incertezze che soffiano dall'Europa, c'è avversione al rischio. E ahinoi, nell'era della finanza che comanda tutto (i derivati valgono oltre 13 volte il Pil globale) anche i titoli di Stato di solidi Paesi del G7 (fra cui appunto quelli l'Italia) sono da un anno a questa parte finiti sotto il tiro della finanza aggressiva perdendo l'accezione di porti sicuri dove investire.

Difficile infatti immaginare che il calo della domanda dei risparmiatori sul BTp Italia sia legata a motivazioni tecniche. Tuttavia, a voler spulciare sui rendimenti, alcune tecnicalità indicano che il BTp Italia 2, pur offrendo un rendimento allettante e nettamente superiore a quello offerto dai conti di deposito, perdono (seppur di poco) il duello del rendimento effettivo (ottenuto sommando il valore della cedola e la differenza tra prezzo di mercato e prezzo di rimborso del titolo ovvero 100, oltre poi al tasso di inflazione) con il primo BTp Italia (che ha sì una cedola più bassa, del 2,45%, ma quota sul mercato sotto quota 96 contro i 100 di emissione del BTp Italia 2) ma anche con un altro BTp-i (indicizzato all'inflazione) quotato sul mercato con una scadenza prossima ai quattro anni (settembre 2016) che in questo momento, a fronte di una cedola del 2,1% si paga però intorno a quota 90.

Per un ulteriore approfondimento invito a leggere questo articolo BTp-Italia rendimento effettivo sul Sole 24 Ore.