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Cosa deciderà la Bce domani? Cinque mosse a disposizione per SuperMario

Da novembre Mario Draghi, da quando è alla guida della Banca centrale europea, ha sparato un po' di cartucce a sua disposizione. All'esordio ha ridotto i tassi di interesse all'1%, sorprendendo gli analisti che si aspettavano un taglio a dicembre. E poi ha escogitato il prestito Ltro, un "quantitative easing" in salsa europea, offrendo capitali alle banche al tasso agevolato dell'1% per tre anni. Le richieste sono arrivate massicce: quasi 500 miliardi nella prima tranche di dicembre e oltre 500 nella seconda di fine febbraio per un totale di circa 1.000 miliardi di euro.

Parliamo di una sorta di "quantitative easing" perché quello vero, che rientra nella facoltà di altre banche centrali (Federal Reserve Usa, Bank ok England, Banca centrale svizzera, Bank of Japan) consiste nella possibilità di intervenire con acquisti di titoli di Stato sul mercato primario (in sede di collocamento). Il che tecnicamente equivale a stampare moneta innervando il mercato di liquidità.

Questa liquidità invece la Bce l'ha fornita alle banche chiedendo in cambio delle garanzie collaterali (seppur con una maglia più larga, quindi accettando anche titoli a medio-alto rischio) per ottenere il prestito agevolato Ltro. E' stata una novità, l' "idea" di Draghi da quando è alla guida della Bce. Adesso, quando tentennamenti e temporaggiamenti tedeschi su una decisione corale per risolvere la crisi dell'Eurozona non sono più ammessi, ci si chiede quale altro lampo di genio possa illuminare Draghi in vista di questa estate caldissima.

1) Già domani secondo una minoranza di analisti potrebbe tagliare i tassi di interesse dall'1% allo 0,75%. Sarebbe un primato storico dato che la Bce non è mai scesa sinora sotto la soglia dell'1%.

Ma che altro può fare?

2) Un altro Ltro? La maggior parte degli analisti esclude questa opzione già da adesso anche perché gli effetti delle prime due tranche, a detta dello stesso Draghi, non si sono ancora riversati sull'economia reale.

3) Annunciare un nuovo piano di acquisti di titoli di Stato sul mercato secondario per ridurre gli spread? E' certamente un'ipotesi. Da 12 settimane infatti la Bce non interviene sul mercato secondario per acquistare BTp o Bonos spagnoli (misura di politica monetaria non convenzionale). Difatti, senza questa meccanismo protettivo, gli spread con il Bund tedesco si sono nuovamente impennati con i BTp vicino a 450 e i Bonos oltre, per la prima volta nella storia dell'euro, i 530 punti.

4) Annunciare una riforma della Bce in arrivo con più poteri, più in linea con la Federal Reserve statunitense.

5) Confermare (con più dettagli rispetto ai rumors attuali) che l'Ue sta lavorando alla creazione di un'unione bancaria europea in grado di salvare le banche attingendo dal nuovo fondo europeo Esm (che parte a luglio). Il primo Paese che potrebbe attingere da questo fondo dovrebbe essere la Spagna le cui banche hanno bisogno di almeno 40 miliardi di euro.

Potrebbe anche sorprendere gli investitori, e in questo senso ci ha già abituato, e annunciare contemporaneamente più di una di queste cinque opzioni. Una cosa è certa: se non farà  nulla o poco, i mercati sono lì pronti col grilletto a punire SuperMario e l'Eurozona. In caso contrario potrebbe tornare un po' di liquidità sull'azionario e l'euro potrebbe indebolirsi ulteriormente generando quella svalutazione competitiva che tante imprese aspettano. Incrociamo le dita.