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Un’assicurazione per prevenire i terremoti: 100-200 euro l’anno a famiglia. E’ la soluzione?

Nelle prossime ore dovrebbe essere presentato in Parlamento un disegno di legge per salvare le case italiane dal rischio terremoti. Secondo Paolo Clemente, responsabile laboratorio rischi sismici dell'Enea, l'agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, in Italia in questo momento il 70% degli edifici è a rischio sismico, da Nord a Sud, senza eccezioni.

Il problema di fondo è che se un condominio costruito prima che entrassero in vigore le norme anti-sismiche (il discorso vale anche per gli edifici costruiti recentemente ma non rispettando le regole visto quello che abbiamo visto drammaticamente in Emilia Romagna in questi ultimi giorni con capannoni con pochi anni alle spalle che non hanno resistito alla violenza dei movimenti tellurici) volesse effettuare la manutenzione per diventare a prova di sisma dovrebbe sopportare costi eccessivi. Fino a 100mila per un condominio di 3-4 piani, stima Clemente.

A quel punto meglio spalmare il costo sull'intera popolazione. Questa è l'idea di fondo del disegno di legge in arrivo. Le cifre sono ancora spannometrice – precisa Clemente – ma in linea potremmo dire che con un'assicurazione obbligatoria nazionale con un premio da 100-200 euro l'anno per unità immobiliare si raccoglierebbero 4-5 miliardi di euro. Una metà andrebbe a costituire un fondo per effettuare la manutenzione degli edifici esistenti, oggi a rischio. Un'altra andrebbe ad aiutare le popolazioni già colpite da un terremoto.

In questa intervista sul Sole 24 Ore terremoto i dettagli.

Ma la domanda è: possiamo chiamarla in qualsiasi modo (assicurazione, salva-case, ecc.) ma di fatti si tratterebbe di un'altra tassa. Una nuova Imu. E' giusto che ricada ancora una volta sui cittadini o lo Stato, attraverso una gestione più virtuosa della cosa pubblica, non potrebbe assumersene il carico allargando le maglie di uno stato sociale che, complice la crisi delle banche, dell'Eurozona e degli Stati stessi, sta tornando indietro di decenni nel giro di una manciata di mesi?

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    la domanda piuttosto dovrebbe essere se, a fronte del premio pagato, la compagnia di ass.ne risarcirà.
    immagino che:
    1) obbligo generalizzato per tutti di pagare a prescindere dalle condizioni dell’edificio
    2) edificio in-qualche-modo non a norma e risarcimento negato/ridotto
    3) risarcimento comunque decurtato rispetto al danno effettivo
    4) danni troppo grandi e risarcimenti bloccati in attesa dell’intervento statale
    in pratica, immagino obbligo assicurazione, pagamento del premio, risarcimento (molto) aleatorio, grandi profitti per gli assicuratori

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