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Il BTp Italia 2 si avvia verso il 5% netto

Dal 4 al 7 giugno è aperto il collocamento del secondo BTp Italia. Il primo, sbarcato sul mercato secondario il 23 marzo, è stato un successo con 7,29 miliardi raccolti (sul mercato primario in sede di collocamento con l'80% di sottoscrizioni da parte di piccoli risparmiatori) a fronte di un tasso cedolare reale del 2,45%.

Il BTp Italia 2 si presenta quindi con un tasso reale superiore in partenza di 110 punti base (1,1%) rispetto al BTp Itaila 1. A questo tasso poi bisogna aggiungere il tasso di inflazione in Italia. Ed è questa la novità di questo strumento dato che i BTp-i (in circolazione da diverso tempo, sono indicizzati all'andamento dei prezzi al consumo in Europa). L'altra differenza riguarda la durata: il BTp Italia ha una durata di 4 anni mentre i BTp-i finora emessi dal Tesoro partono da 5 anni e arrivano fino a 30.

Ma torniamo al rendimento. Oggi i Tesoro ha comunicato il tasso minimo cedolare reale di questo nuovo BTp Italia: 3,55%. Il tasso definitivo sarà comunicato nei prossimi giorni in funzione delle richieste e, in ogni caso, non potrà essere inferiore al 3,55%.

Proviamo a ipotizzare a questo punto quale potrà essere il rendimento nominale (quindi aggiungendo anche il tasso di inflazione) del BTp Italia. Ipotizziamo che anche in questo caso il Tesoro alzi di 20 punti base il tasso cedolare reale, come per il primo BTp Italia (dove il tasso iniziale era del 2,25% alzato in corso d'opera al 2,45%). E che quindi si attesti al 3,75%. Se poi ipotizziamo un tasso di inflazione del 2% arriviamo a un tasso nominale lordo del 5,75%. A questo bisogna poi sottrarre la ritenuta fiscale del 12,5%: otteniamo così il 5,03% netto. A questo tasso in teoria (per chi mantiene il titolo fino alla scadenza) si deve anche aggiungere lo 0,4% del previsto premio fedeltà. E quindi si andrebbe anche un po' oltre il 5% netto.

Di questi tempi, di fronte a una progressiva riduzione delle remunerazioni sui conti di deposito (pur decisamente competitivi) il BTp Italia, se analizzato sul fronte del rendimento, si dimostra pertanto  competitivo.

Anche se è non del tutto esente da rischi dato che i mercati in questo momento di burrasca percepiscono il debito italiano non troppo liquido (peggiore è il sentiment sul debito spagnolo). Un dato che si evince dall'andamento degli spread con la Germania (spread BTp-Bund in area 480 con i BTp a 10 anni che pagano il 6%).

Una posizione di svantaggio rispetto a quella di Paesi come Germania, Olanda, Austria e Finlandia che viaggiano su tassi reali pressoché vicino allo zero, quando non negativi. In cambio della "sensazione" di garantire più sicurezza sul rimborso.

Il punto di forza dell'Italia è però proprio la potenza di fuoco dei piccoli risparmiatori. La ricchezza netta privata delle famiglie ammonta a 8.460 miliardi di euro (secondo i dati di Bankitalia), oltre quattro volte l'ammontare del debito pubblico (prossimo ai 2mila miliardi di euro).

E il successo del primo BTp Italia – che si frappone ai deflussi di capitali esteri con gli investitori stranieri che hanno portato via dai conti in Italia 92 miliardi di euro nel primo trimestre 2012 rispetto a gennaio-marzo 2011 - è il segnale che l'Italia si regge su un patriottismo finanziario senza precedenti.