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Mutui: variabile con test della rata sul fisso la strategia perfetta. Per evitare di essere subprime in Italia

La distanza tra tasso variabile e tasso fisso continua ad essere consistente (superiore al 2%). Il miglior variabile si stipula intorno al 3,5%, il miglior fisso al 5,8%. Il gap (fino a qualche mese anche superiore al 3%) si sta riducendo per via dell'eccezionale caduta degli indici Eurirs (che si utilizzano il giorno della stipula per fissare la rata definitiva di un mutuo a tasso fisso), che seguono in scia i rendimenti dei Bund tedeschi (che crollano per via della fuga degli investitori dai bond dei Paesi periferici verso le obbligazioni tedesche, considerate più sicure in questa fase di turbolenza). Il gap si sta riducendo ma resta consistente. Per questo motivo, in questo momento, salvo casi particolari di profili di mutuatari con una bassissima propensione al rischio, la miglior strategia potrebbe essere quella di partire con un tasso variabile.

Beneficiando delle prospettive per cui nei prossimi anni gli indici Euribor (utilizzati per il calcolo delle rate dei mutui a tasso variabile e anch'essi, come gli Eurirs, ai minimi storici)  dovrebbero restare molto, molto bassi.

Quindi, dato che in Italia le banche utiilzzano il calcolo del piano di ammortamento alla francese, che prevede la maggior parte degli interessi da rimborsare nella prima metà del mutuo, non sarebbe azzardato partire con un tasso aggressivo. Da rivedere in corsa nel caso l'economia dovesse dare nei prossimi anni segnali di una ripresa sorprendente (scenario ahnoi che sembra lontano) e la Bce dovesse tornare ad alzare i tassi di interesse per scoraggiare eventuali spinte inflazionistiche generate da un'eventuale ripresa dei consumi.

L'importante, però, per chi parte con il variabile è calcolare la rata sostenibile in funzione del proprio reddito e di confrontare questa con quella risultante dalle migliori offerte a tasso fisso (rata verso cui l'attuale rata variabile potrebbe tendere nei prossimi anni in caso di rialzo dei tassi). Questo per evitare di partire con un mutuo che non si sarà più in grado di rimborsare in futuro. Diventando una sorta di subprime (mutui concessi negli Stati Uniti tra il 2003 e il 2006 alle categorie meno abbienti in grado di sostenere rate variabili eccenzionalmente basse) all'italiana.

Per chi vuole saperne di più, le tecnicalità sul calcolo della rata sostenibile sono spiegate nel dettaglio nel libro Mutuo perfetto del Sole 24 Ore.

  • Paolo |

    da ignorante dico che non partire con un variabile è da fessi. Tanto con la surroga si può cambiare quando si vuole.

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