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Riuscirà la Svizzera a tenere fermo ancora a lungo il cambio euro/franco? Spunta l’ipotesi di tassare i conti in franchi

Impresa ardua quella a cui è chiamata la Banca centrale svizzera nel tentativo di impedire la corsa del franco (considerato un bene rifugio) in questa fase di turbolenza finanziaria che evidenzia un intensificarsi della crisi dei debiti sovrani dell'Eurozona.

A settembre 2011, dopo i continui rialzi della valuta elvetica la Banca svizzera ha deciso di bloccare il cambio al minimo di 1,2 euro. Se il mercato lo porta sotto la Banca interviene (comprando euro o vendendo franchi) per smorzare il tentativo di apprezzamento del franco ed evitare così i problemi potenziali che ne deriverebbero per l'economia dei cantoni: rischio deflazione, calo delle esportazioni e della crescita del Pil.

Ma l'euro di questi tempi è più fragile. Ieri è sceso ai minimi da 22 mesi sul dollaro intorno a quota 1,25 e c'è chi ipotizza che una concomitante crescita della domanda di franchi svizzeri possa mettere a dura prova la capacità (e la liquidità) della Banca svizzera nel tentativo di correggere da solo un trend di mercato, smorzando così i tentativi al riazlo del franco.

Ce la farà? Dopo aver giocato tutte le cartucce monetarie (tassi a zero, liquidità sul mercato e blocco virtuale del cambio) si vocifera che la Svizzera potrebbe arrivare a tassare i depositi in franchi svizzeri. Una mossa che farebbe certo deprezzare la valuta locale ma potrebbe anche innesacre una pericolosa fuga di capitali.

Approfondimento in questo articolo euro-franco svizzero sul Sole 24 Ore.