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Grecia, se esce dall’euro un crac da mille miliardi. Con fuga dallo sportello

La Grecia è in piena recessione da un quinquennio. E chissà ancora per quanto ancora. Oggi sono arrivati i dati del primo trimestre del 2012 che evidenziano un calo del Pil del 6,2% (un po' meglio, a dir la verità, del -7,5% con cui ha chiuso il 2011). Ed è intrappolata. Se resta nell'euro è costretta a suon di austerity a prolungare la recessione per svariati anni. Se ne esce potrebbe sostenere costi sistemici complessivi per mille miliardi di dollari (con pesanti ricadute sull'intera Eurozona). La stima sui costi di uscita, rilanciata dal Wall Street Journal, è dell'Istituto di Finanza internazionale.

Gli effetti positivi che deriverebbero dalla svalutazione competitiva della dracma (maggiore capacità di esportare) sarebbero difficilmente compensati dagli effetti negativi. Tra questi c'è anche il rischio che i correntisti corrano a ritirare i soldi dallo sportello bancario per mettere sotto il mattone euro che varrebbero certamente di più di un'eventuale nuova dracma. Un rischio che paleserebbe il paradosso su cui si regge oggi il mercato del credito: qualunque banca, in qualunque Paese, fallirebbe se i suoi correntisti si presentassero lo stesso giorno a chiedere indietro i propri soldi.

In questo articolo "uscita grecia dall'euro" sul Sole 24 Ore ulteriori dettagli dello scenario di breve periodo che aspetta la Grecia (e gli altri Paesi dell'area) nel caso Atene si sganciasse dai cordoni dell'Ue come peraltro contemplato dall'articolo 50 Trattato dell'Unione europea

  • flori2 |

    Non va bene cosi. Non mi può venire l’influenza se qualcuno tossisce in Grecia. I governi, non governano più e non hanno poteri.
    I greci se escono dall’euro sono fritti perchè non sono grandi esportatori.

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