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Stati Uniti e Cina divisi sull’Eurozona. Goldman Sachs compra BTp, Pechino stacca la spina al debito Ue

C'è confusione in Grecia (due leader politici non sono riusciti a formare un Governo dopo le elezioni del 6 maggio). E c'è confusione sui mercati finanziari, con listini e spread in altalena. E, a quanto pare, le due vere potenze di fuoco economiche del pianeta, vale a dire Stati Uniti e Cina, sono pure confuse sulla strategia da adottore sull'Eurozona.

Goldman Sachs ha reso noto di aver acquistato nel primo trimestre del 2012 2,3 miliardi di titoli di Stato italiani e ha incrementato la posizione in titoli della periferia dell'Eurozona. Ma, in un paradosso temporale senza precedenti, sempre in giornata è arrivato l'annuncio di Cic, China investment corporation, il fondo sovrano cinese con una dotazione finanziaria di 400 miliardi di dollari, di stoppare l'acquisto di titoli di Stato dell'Eurozona, complice la crisi dei debiti e la difficoltà nell'affrontarla.

Chi avrà ragione? Nel frattempo a complicare il quadro ci ha pensato, ancora una volta la Germania. Oggi la cancelliera Angela Merkel ha stroncato gli Eurobond e qualunque ipotesi di rilanciare la crescita economica dell'area euro tramite misure che implichino aumenti dei debiti pubblici, una indiretta bocciatura sia della possibilità di creare eurobond, sia probabilmente di esentare le spese per investimenti dai vincoli delle regole europee sui conti pubblici. Specifiche ipotesi la Merkel non ne ha citate tuttavia "una crescita fatta sul debito ci riporterebbe all'inizio della crisi – ha affermato intervenendo in Parlamento -: non lo vogliamo e non lo faremo".

Gli indebitamenti di alcuni Paesi europei sono "un problema catastrofico", ha aggiunto la Merkel avvertendo come sia essenziale che tutti accettino il fatto "che l'uscita dalla crisi sarà un processo lungo: non si farà dall'oggi al domani".
Dura, l'indiretta risposta di Romano Prodi: «Fino a questo momento – prosegue nell'intervista l'ex presidente del Consiglio – si è seguita la strada dell'austerità finanziaria, lo considero il suicidio dell'Europa». Prodi ricorda – come indica l'agenzia Agi- che «il mondo è cambiato, i singoli Paesi hanno perso la loro sovranità nazionale, la finanza conta più dei singoli Stati. È questo il quadro in cui dobbiamo muoverci, una dimensione sovranazionale. Fare gli eurobond contro le speculazioni, subito».
«Soluzioni che sembravano irrealistiche come la Tobin Tax – aggiunge – oggi diventano una necessità perchè la democrazia deve trovare le risorse per arginare il potere della finanza e l'aggressività dei mercati. Gli Stati Uniti hanno un debito pubblico più grande del nostro, ma nessuno li attacca per le loro dimensioni. Lo stesso accade alla Cina. Anche l'Europa – suggerisce – deve diventare un cane grande».