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Non solo spread. Il vocabolario della finanza: il circolo vizioso del deleveraging

Non c'è solo lo spread. Sono tanti i termini finanziari, fino a poco tempo fa sconosciuti ai più, che da qualche mese stanno capitombolando nella vita di tutti. Cerchiamo di analizzare alcuni termini "usciti allo scoperto" in più occasioni nel corso di questa settimana finanziaria. E che ci possono dare una mano a comprendere meglio gli eventi economici e finanziari dell'ultima ora. Partiamo oggi dal deleveraging, questo sconosciuto.

Deleveraging
Nella spirale di questa crisi economica c'è senz'altro anche il tassello del deleveraging. Leverage vuole dire leva finanziaria, ovvero indebitamento. Deleveraging è appunto quel processo di riduzione della leva finanziaria, di riduzione del debito.  Disinvestimenti per ridurre la leva finanziaria a cui è esposto il capitale proprio.

 In questo momento le banche globali stanno attuando una massiccia azione di delevaraging per rafforzare i propri bilanci in virtù di nuovi vincoli di capitale imposti dalle autorità. Secondo il Fondo monetario internazionale le banche europee avrebbero bisogno di scaricare dai loro bilanci asset finanziari per 2,6 trilioni di dollari, il 7% dei propri asset entro la fine del 2013. Inoltre, per le banche europee una tappa importante è attesa a giugno. In questo mese infatti è fissata dall'Eba (European banking authority) la scadenza per la verifica dei requisiti di capitale delle banche.

Il deleveraging è un'operazione di "pulizia dei bilanci" non esente da rischi. Lo stesso Fondo monetario internazionale ha lanciato l'allarme sui rischi di un deleveraging sincronizzato tra gli istituti: potrebbe essere la scintilla di nuove instabilità finanziarie e minare la crescita economica globale.

L'operazione massiccia di deleveraging è anche considerata tra le principali cause dei recenti cali sui mercati finanziari. Dovendo cedere titoli piuttosto che comprarne gli istituti di credito favoriscono un eccesso dell'offerta sulla domanda comportando una riduzione del valore delle quotazioni.

Ecco il circolo vizioso: le autorità impongono alle banche di fare pulizia e quindi di ridurre la leva finanziaria a cui è esposto il capitale proprio. Il deleveraging però impatta inevitabilmente sui mercati finanziari riducendo le quotazioni degli strumenti finanziari. Una riduzione delle quotazioni comporta a sua volta una svalutazione in portafoglio dei titoli che restano nel portafoglio degli istituti. Svalutazioni che compromettono la tenuta dei rating delle banche. E la loro capacità di oliare l'economia attraverso prestiti a imprese e famiglie….