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Come migliorare il tenore di vita nella terza età. Pro e contro del mutuo vitalizio

In Italia non sono decollati. Ma sta crescendo il numero di offerte sbarcate per la prima volta nel 2006, dopo l'ampia diffusione nei Paesi anglosassoni. Facciamo riferimento ai mutui vitalizi. Si tratta di finanziamenti pensati per dare l'opportunità a chi entra nella terza età di mantenere alto o migliorare il proprio tenore di vita. In che modo? Utilizzando un immobile di proprietà come ipoteca per il prestito.

In pratica si ottiene un prestito in contanti in proporzione all'età. Non si pagano rate. Alla morte del mutuatario gli aventi causa potranno decidere se
1) rimborsare il debito accumulato nel periodo del mutuo

2) rimborsarlo vendendo l'immobile e conservando l'eventuale differenza

3) se l'importo del mutuo supera il valore dell'immobile (caso raro, in cui il mutuatario risulti straordinariamente longevo) l'eventuale differenza sarà a carico dell'istituto erogante

Tecnicamente, non essendo previste rate, si tratta di un pre-ammortamento finanziario.

Il loan to value (percentuale del prestito in base al valore dell'immobile) è proporzionale all'età del richiedente. Un 65enne in media può spuntare un prestito pari al 20% del valore dell'immobile. Mentre un ultranovantenne (in quanto inesorabilmente le probabilità di un decesso sono più elevate) riesce a ottenere anche fino al 50%. Gli importi variano in media da  35mila a 750mila euro.

In questa tabella alcune offerte di mutui vitalizi in campo nell'esempio di un mutuo da 100mila euro. Come si evince dalla stessa emergono alti costi assicurativi e interessi (solo a tasso fisso) più elevati rispetto a un mutuo standard. Questi sono gli svantaggi di un prodotto comunque innovativo che resta una valida opzione per chi, in terza età, voglia alzare il tenore della propria vita facendo leva sul proprio immobile.

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