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E’ finita la corsa dell’oro nero? Sulla sfera di cristallo si vede un calo di 30 dollari

Le continue minacce dell'Iran (che alimentano lo spettro di una nuova guerra) e l'onda lunga della primavera araba spingono al rialzo le quotazioni del petrolio che ormai viaggia stabilmente a tripla cifra. Sia il Brent di Londra (125 dollari al barile) che il Wti di New York (106) sono al di là della soglia dei 100 dollari (guarda il grafico dell'andamento dei prezzi del petrolio dal 2007 ad oggi). Da inizio anno il greggio ha compiuto uno scatto di circa 20 dollari. Di questo passo i 147 di picco toccati nel luglio 2007 – nello stesso momento in cui più casualmente scoppiava la crisi subprime – non sono lontanissimi. Mentre, per fortuna, i 200 dollari prospettati tempo fa da Goldman Sachs lo sono ancora.

Ma continuerà a salire l'oro nero? I contratti future sul Brent in scadenza dicembre 2018 vedono un petrolio a 95 dollari, quindi ancora alto ma ben 30 dollari sotto l'attuale livello. E, soprattutto, lontano da apocalittici rialzi. L'altra notizia buona è che nella sfera di cristallo dei future non si vedono guerre all'orizzonte. Strano, ma bello.