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Flash crash sul titolo Apple: -9% in un millisecondo. E la caduta di Bats: il gollonzo della finanza

La peggiore settimana borsistica di marzo (in cui i listini azionari hanno ceduto il 3,5%) si chiude con un venerdì da montagne russe per il titolo Apple. Alle ore 16 in Italia le azioni della prima società al mondo per capitalizzazione di Borsa (oltre 350 miliardi di euro) sono arrivate a perdere improvvisamente il 9% dopo uno scambio. Crollo che ha fatto scattare la sospensione per eccesso di volatilità.

Nel mirino un ordine da 100 azioni al prezzo di 542,8 dollari in arrivo dalla piattaforma Bats, specializzata nel trading ad alta frequenza e che ormai, a soli sei anni dalla nascita, ha conquistato la palma di terza piattaforma di trading negli Stati Uniti. Un prezzo nettamente diverso rispetto al precedente contratto, concluso a 598,26 dollari. Come mai proporre una transazione a un prezzo inferiore del 9,27% rispetto a quello di mercato?

«Potrebbe essere stato un errore commesso da un dito grasso», ha spiegato Joe Terranova, capo stratega di mercato per Investment Partners Virtus. La tesi dell'errore di digitazione però resta una delle ipotesi più superficiali per spiegare l'accaduto.

Senza scavare troppo a fondo, nove minuti prima del "misterioso ordine al ribasso" – finito nel mirino dell'autorità che vigila sulla trasparenza dei mercati finanziari statunitensi (Sec) - la piattaforma Bats ha inviato un alert ai clienti: «Stiamo indagando sul sistema di transazioni per possibili problemi ai simboli che vanno dalle lettere "A" a "BF"». Coinvolgendo anche il ticker (simbolo utilizzato per il trading) di Apple "AAPL".

Ironia della sorte, nel pastrocchio sono finite anche le azioni Bats che proprio ieri debuttavano a Wall Street. Dopo un'apertura a 16 dollari il titolo è crollato a 0 dollari. La quotazione è stata cancellata. In quello che passerà alla storia come l'autogol, o il gollonzo, fra i più clamorosi della storia della finanza.

Non finisce qui. Giustamente la Sec ha aperto un'inchiesta su tutte le piattaforme che, come Bats, consentono agli investitori di effettuare high frequency trading (con scambi al millisecondo guidati potenti algoritmi finanziari).

Il grave errore è stato ammesso dalla stessa Bats. «Anche se il mercato è riaperto, dopo i problemi tecnici che hanno colpito il trading su alcune azioni, comprese quelle di Bats, crediamo che il ritiro dell'Ipo sia un'azione appropriata», ha spiegato l'amministratore delegato di Bats, Joe Ratterman.

Intanto, la cancellazione dell'Ipo di Bats potrebbe costare 7,1 milioni di dollari (in termini di mancati introiti da commissioni) alle banche – fra cui Morgan Stanley, Citigroup e Credit Suisse – che si sono occupate di curare il collocamento a Wall Street.