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Effetto Bce sui conti di deposito. Le banche riducono i tassi

I quantitative easing di Draghi in favore delle banche europee (che in due tranche, a dicembre e a fine febbraio, hanno ricevuto prestiti per oltre 1 miliardo di euro al tasso dell'1% di un anno) stanno impattando sui tassi dei conti di deposito. Come anticipato sulle pagine di questo blog alcuni istituti – probabilmente rassicurati dalla liquidità offerta dalla Bance centrale europea – hanno deciso di ridurre i tassi offerti sui conti di deposito.

Banca Generali ha ridotto, rispetto alle offerte di febbraio, i tassi di 80 punti base netti. UniCredit di 60 punti base. E Webank di 40 punti base. Rivista anche l'offerta di Credem che ha ridotto la remunerazione massima di di circa 50 punti base.

In ogni caso, le offerte dei conti di deposito, restano ancora ben più alte del tasso dei BoT a 12 mesi (sotto l'1% netto) e dei BTp in scadenza a due (2,1% netto). Sia gli istituti che hanno tagliato che quelli che hanno deciso di mantenere i tassi di febbraio sono abbondantemente oltre questi tassi con remunerazioni anche superiori al 4% netto (tabella delle offerte dei conti di deposito).

Focus sui tassi dei conti di deposito sul Sole 24 Ore