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Irlanda fuori dalla crisi? Tassi sui bond in calo dal 25% al 5%. Ma servono presto 3 mld

Meno nubi nel cielo d'Irlanda. Il ministro delle Finanze di Dublino, Michael Noonan, ha annunciato che il Prodotto interno lordo potrebbe «decollare come un razzo» e crescere tra il 4 e il 6% il prossimo anno. Niente male per un Paese che nel 2009 è stato colpito da una gravissima recessione (-7%) e ha dovuto affrontare il tracollo del settore del credito e del rating. Le principali banche irlandesi sono state salvate (Anglo Irish Bank è stata nazionalizzata dopo aver ricevuto aiuto per 29,3 mld, aiuti anche per Irish Life) dal governo che, a sua volta, è stata poi costretto a ricorrere agli aiuti imposti dalla Troika (Ue-Bce-Fmi) in un piano da 85 miliardi di euro. La stessa sorte di Grecia (poi comunque fallita con pesanti ricadute sugli investitori privati che dovranno rinunciare al 75% del valore di mercato dei bond) e Portogallo (che non viaggia in buone acque con spread sui titoli a 5 anni a 1.600 punti, superiori ai 1.200 dei titoli a 10 anni).

Quando l'Irlanda ha chiesto gli aiuti (il pacchetto è stato varato a fine 2010) la sintesi dei mercati sulla crisi di Dublino era spietata. I rendimenti dei bond si sono via via impennati arrivando a superare il 18 luglio 2011 il 24% (sulla scadenza a due anni), il 17% (sulla scadenza a cinque anni) e il 14% (sui titoli a 10 anni). Lo spread con i titoli tedeschi è balzato in pochi mesi da 300 a 2.200 punti (guarda il grafico degli spread Irlanda-Germania). Tassi insostenibili per un Paese chiamato nel contempo ad affrontare la spada di Damocle delle misure di austerity imposte dall'Unione europea come condizioni al maxi-prestito salvataggio.

Focus salvataggio Irlanda sul Sole 24 Ore