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Economie in crisi ma Borse al galoppo. Dove è la verità?

Le ultime 24 ore saranno ricordate negli annali di Borsa. Da Levante a Ponente, i quattro indici più significativi per un trader italiano, ovvero il Dow Jones (Wall Street), il Nikkei (Tokyo), il Dax (Francoforte) e, ovviamente, il Ftse Mib di Piazza Affari hanno rotto al rialzo quattro soglie psicologiche. L'indice americano ha superato i 13.000 punti, come non accadeva da 51 mesi, il Dax è andato oltre la barriera dei 7.000 punti, il Nikkei nipponico si è portato al di là dei 10.000 punti e il nostrano Ftse Mib ha testato per qualche minuto la soglia dei 17.000 punti (guarda i grafici delle soglie psicologiche).

Da inizio anno questi indici stanno galoppando. Il listino milanese è salito del 12,5%, Francoforte ha guadagnato il 18%, Tokyo il 19% e Wall Street l'8%.

Eppure, se guardiamo ai dati che vengono dall'economia reale non c'è da star del tutto tranquilli. Perché confermano un'economia globale in arretramento con alcuni Paesi (come Italia e Giappone) in piena (doppia) recessione.

Finanza ed economia reale mai come in questo momento sembrano distanti. Come mai? Non sarà che la speculazione – avendo abbandonato la morsa sui debiti sovrani (gli spread, Portogallo a parte, si stanno lentamente normalizzanzdo) adesso punta dritto sul rialzo sui mercati azionari? Oppure questo movimento verso l'equity è il frutto dell'eccesso di liquidità sui mercati finanziari foraggiata da manovre espansive, qua e là, tra le banche centrali del pianeta? E quanto c'entrano, in questa nuova corsa dei mercati, le elezioni presidenziali americane in programma il prossimo autunno?

Approfondimento sul Sole 24 Ore