Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Lo spread adesso è diventato il termometro degli investimenti. Meglio BoT o BTp?

Lo spread tra BTp e Bund (nel confronto tra le scadenze a 10 anni) veleggia poco oltre la soglia dei 300 punti. Con i tassi dei BTp decennali abbondantemente sotto il 5% (intorno al 4,9%) la situazione per la sostenibilità del debito pubblico italiano è nettamente migliorata rispetto al quadro drammatico dello scorso novembre/dicembre (spread vicino a 600 punti e tassi oltre l'8%).

Ciò detto, chi ha puntato sui titoli di Stato italiano nel momento più critico oggi può sorridere perché – col senno del poi – porterebbe a casa qualora vendesse oggi gli stessi titoli un guadagno secco anche superiore al 15% (a seconda delle scadenze e della tipologia di titolo).

Quale è invece lo scenario che si dipana adesso sui titoli di Stato? Ai tassi (e ai prezzi che si muovono in direzione opposta) attuali lo spread sta via via perdendo quella funzione di termometro del rischio sulla tenuta del Paese Italia che ha esercitato negli ultimi mesi. Con il quadro in miglioramento lo spread è tornato alla sua vecchia funzione: dare la dimensione di quanto può risultare conveniente puntare su alcuni titoli piuttosto che su altri assumendosi qualche rischio (seppur calcolato) in più.

C'è ancora spazio sulla curva lunga
Tornando ai BTp, sono ancora attraenti offrendo un 4,9% a 10 anni? «Il differenziale di rendimento tra titoli decennali italiani e tedeschi era a 170 punti base prima dell'inizio della crisi del nostro debito, a luglio scorso. Questo valore è l'obiettivo cui il rapporto fra i rendimenti delle emissioni a 10 anni dei due Paesi può tendere, nell'arco dei prossimi 12 mesi. L'attuale livello di differenziale potrebbe risultare essere ancora un'ottima opportunità d'investimento – spiega Angelo Drusiani di Banca Albertini Syz -. Il principale rischio che potrebbe vanificare questa aspettativa è la situazione politica italiana. Se la classe politica eletta in Parlamento sosterrà ancora la strategia dell'esecutivo, l'obiettivo dei 170 punti di differenziale è raggiungibile. Viceversa, se il Parlamento farà la voce grossa contro il Governo, lo stesso differenziale potrebbe risalire vistosamente».

Approfondimento sul Sole 24 Ore

 

  • Pasquale |

    D’accordo con Francesco sulle riforme(democrazia esercitata dal parlamento),ma in questo articolo si evidenzia come il lavoro di Monti sia eccellente.La cura innescata dall’attuale premier ha di fatto funzionato,rendendoci meno pietosi e più dignitosi.Il termometro spread è tornato normale per fortuna,se avessi avuto qualche soldino nel momento in cui lo spread era altissimo li avrei messi in titoli italiani.Il patrimonio italiano è immenso,non può fallire un paese come il nostro.

  • Francesco Fedele |

    “Viceversa, se il Parlamento farà la voce grossa contro il Governo, lo stesso differenziale potrebbe risalire vistosamente».
    Questa affermazione è inaccettabile e fa il paio con quella di Draghi di qualche mese fa secondo il quale “lo spread è motore delle riforme”.
    Le riforme le deve fare il parlamento (un parlamento degno di questo nome)

  Post Precedente
Post Successivo