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Monti boccia le Olimpiadi a Roma. Ma l’Italia è davvero messa così male?

Mario Monti prosegue nel suo percorso di tagli e austerity. Si appresta a chiedere anche alla Chiesa di pagare l'Imu e oggi ha preso "una decisione sofferta ma responsabile". Ovvero non candidare Roma per le Olimpiadi del 2020.

"Il no è irrevocabile" ha detto Monti. "Il governo non ritiene che sarebbe responsabile nelle attuali condizioni dell'Italia assumere questo impegno di garanzia".

Leggendo però al contrario questa scelta, seppur meditata e per certi versi rispettabile, emerge però una considerazione allarmante: Monti non si fida dell'Italia, della capacità del Paese di unire le forze per organizzare un evento storico e d'impatto mondiale quale le Olimpiadi.

Indubbiamente accettare le Olimpiadi sarebbe stata una scommessa. Non un investimento sicuro. Ma una scommessa che avrebbe potuto essere vinta e avrebbe potuto offrire stimoli straordinari alla crescita del Paese.

Qualche numero: Monti ha ritenuto troppo elevati i fondi per realizzare i Giochi. Si stimava fossero necessari 9,8 miliardi, di cui 4,7 finanziati con fondi pubblici. In base alla relazione del presidente della Commissione di compatibilità economica, Marco Fortis, i Giochi avrebbero creato 170mila posti di lavoro nell'arco di 14 anni e una crescita del Pil dell'1,4 per cento.

Peccato, quindi, rinunciare per "prudenza" a questa straordinaria opportunità di crescita.

Probabilmente nella decisione di Monti avrà influito lo spauracchio di quello che è successo alla Grecia che ha organizzato i Giochi nel 2004 e che – secondo molti esperti – ha inanellato il circolo vizioso che la sta portando verso il default proprio dopo le Olimpiadi. Il budget di 15 miliardi di euro per finanziare le Olimpiadi greche, poi sforato, è stato l'inizio della fine per i conti di Atene, un buco contabile da cui il Paese non si è più risollevato.

Il tema è: l'Italia è davvero messa male, con le dovute proporzioni e proiezioni nella linea del tempo, come la Grecia? Così da temere che organizzare i Giochi possa rivelarsi un boomerang anziché una leva per recuperare slancio e competitività? E' davvero messa così peggio degli altri Paesi/città (Madrid, Tokyo, Istanbul, Doha e Baku) che restano (dopo l'esclusione di Roma) adesso i candidati per aggiudicarsi le Olimpiadi del 2020?.

La risposta non è semplice. Ma chi vuole rispondere certo deve fare i conti con una certezza: l'economia italiana non è fragile come quella della Grecia (da cinque anni consecutivi in recessione). L'Italia resta il sesto Pil del pianeta e il terzo d'Europa. Il risparmio in mano ai cittadini è nove volte superiore all'ammontare del debito pubblico. E a ciò aggiungiamo che spread e tassi sui titoli di Stato – dopo l'ondata speculativa – stanno riposizionandosi via via su livelli meno drammatici (oggi i tassi dei BTp in asta sono ritornati ai livelli pre-crisi). Beh, se sommiamo tutto questo, si fa fatica a credere che l'Italia non avrebbe avuto la forza per vincere la scommessa dei Giochi. Peccato. 

  • kircher |

    Magari influisce anche il fatto che Marco Fortis è uso a fare previsioni e commenti improntati a un ottimismo veramente poco giustificato. Forse si è dubitato di quel +1,4% messo lì così.

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